Guarire l'Alzheimer: una strada che parla di stile di vita


di Michela Carola Speciani
19 Ottobre 2012

Quando si parla di Alzheimer generalmente c'è solo una cosa su cui far leva: la speranza. I farmaci che rallentino la progressione della malattia ci sono, ma senza di fatto una reale cura, fino al momento.

Quando tuttavia i risultati di uno studio in proposito vengono definiti dal ricercatore stesso addirittura "quelli di cui (appunto) si sperava", torna tra le altre cose anche la possibilità di fare qualcosa di ulteriormente utile.

Lo studio, presentato e condotto da Philip Scheltens e pubblicato sul numero di luglio del Journal of Alzheimer's Desease, sostiene ciò su cui Eurosalus si batte da anni: il fatto che con il riequilibrio delle condizioni anche metaboliche della persona ci sia un miglioramento complessivo della sua condizione, di qualunque essa si tratti.

Nella fattispecie, gli oggetti di cui l'osservazione si è occupata sono quelle con un "mild Alzheimer's Desease".

Partendo dal fatto che perché si formino le sinapsi (quegli elementi che si occupano delle connessioni neuronali e, tra le altre cose, quindi anche della memoria) è necessario il funzionamento efficace di determinate vie metaboliche e la biodisponibilità di specifiche sostanze, Nutricia, una parte specializzata nel settore della salute della Danone, ha sviluppato un integratore alimentare per supplire alle carenze possibilmente presenti in chi presentasse il disturbo.

Per 12 e poi per 24 settimane, l'integratore è stato dato, in doppio cieco, confrontando la risposta con un gruppo a cui fosse stata data una bevanda con le stesse calorie ma mancante dei principi nutritivi presenti nel prodotto. Le persone "riequilibrate" stavano molto meglio e avevano "significativamente implementato" e migliorato la propria funzione congnitiva, neuronale, e la propria memoria.

Il risultato riveste un'importanza che va al di là del prodotto specifico e che ha le sue radici profondamente immerse nel modo di pensare la malattia e di affrontarla: un segnale di bisogno.

In questo caso il complemento alimentare rappresenterebbe il supporto esterno a tale tipo di necessità che potrebbe essere sopperita da una nutrizione adeguata e da uno stile di vita più sano durante l'arco della propria vita, e a maggior ragione nel momento in cui si presenti la patologia.

Mangiare più pesce, preferire i grassi buoni (insaturi, e soprattutto omega-3), usare spezie come la curcuma ad azione regolatoria e antiossidante, ridurre l'infiammazione generalizzata dell'organismo, fare attività fisica in maniera più sensata, controllare le proprie riserve di antiossidanti, può essere non solo la strategia essenziale al vivere una vita più sana, ma anche di guarire, o di andare verso la guarigione, nel momento in cui sia già insorta una condizione patologica, percorrendo una strada che parte da dentro.