Allergie stagionali, preveniamole senza antistaminici


di Emiliana Tognon
22 Giugno 2021

Antonio Guillem / 123RF Archivio Fotografico

Antistaminici come Clarityn, Zirtec, Fexallegra, Reactine vengono venduti quotidianamente in farmacia, anche senza prescrizione. Chi soffre di congestione nasale, occhi che lacrimano, prurito al palato o insonnia ne fa spesso uso per lunghi periodi, determinati dalla stagionalità delle fioriture delle piante (ad es. graminacee, parietarie e/o alternarie etc). 

Chi soffre di allergie ai pollini molto spesso “si rassegna”: con l'arrivo della bella stagione si deve avere sempre con sé l'antistaminico.

Ma veramente questa è l'unica via possibile? E quali sono gli effetti dell'utilizzo cronico di antistaminici sul metabolismo?

L'occasionale utilizzo dell'antistaminico può essere necessario per godersi una giornata all'aria aperta, ma protrarne l'assunzione può rendere inefficace la terapia e causare addirittura problemi se si sta cercando di perdere  qualche chilo.

Quando con gli anni l'allergia peggiora si devono capire e indagare altre cause, anche alimentari, che possono mantenere e portare a un progressivo peggioramento dell'allergia.

Per le allergie è fondamentale lavorare in maniera preventiva sull'infiammazione sistemica già presente nell'organismo. Sono molte le evidenze scientifiche che infatti dimostrano come le allergie respiratorie possano manifestarsi con molta più “violenza” quando nell'organismo è presente anche una infiammazione dovuta ad “altre cause”.

Tra queste, un fattore scatenante responsabile dell'aggravamento delle classiche allergie stagionali è legato a scorrette abitudini alimentari che possono generare almeno tre diversi tipi di infiammazione. Nello studio SMA in cui lavoro agiamo sempre su tutti gli aspetti alimentari con ottimi risultati sulla componente allergologica anche di tipo ambientale.

È stato dimostrato che l'aumento del consumo di zuccheri e alimenti raffinati è correlato a una maggiore prevalenza di allergie e reazioni simil-allergiche che si osserva annualmente. Giocano un ruolo infiammatorio importante i cibi raffinati e lo sbilanciamento dei pasti a favore degli zuccheri semplici o di carboidrati a veloce assorbimento. Spesso le persone assumono zuccheri senza rendersi conto realmente della loro quantità, poiché “nascosti” nei cereali della prima colazione o “sciolti” nei succhi di frutta.

Nel centro SMA in cui lavoro, la collaborazione medico-nutrizionista permette di affiancare alla terapia farmacologica (antistaminico, cortisone o vaccino iposensibilizzante) il supporto di una alimentazione antinfiammatoria e personalizzata, che consente nel tempo di controllare l'allergia, evitando così gli innumerevoli effetti collaterali dell'utilizzo sistematico di antistaminici. 

Tra i più importanti effetti collaterali è ben documentata l'interferenza del farmaco sull'assetto metabolico dell'organismo. Coloro infatti che fanno uso frequente di antistaminici presentano alti indici di massa corporea, maggiori livelli di insulina, una circonferenza vita maggiore e, di conseguenza, un maggior rischio cardiovascolare.

Qualunque soggetto allergico può efficacemente trarre vantaggio da una alimentazione personalizzata e antinfiammatoria nel controllo delle allergie stagionali. Nelle fasi più acute dell'allergia può inoltre risultare efficace l'utilizzo di supplementi naturali ad azione antistaminica e antinfiammatoria come l'olio di perilla e l'olio di ribes