Quando il sole spiana le rughe


di Attilio Speciani
27 Giugno 2013

Gli effetti positivi della vitamina D3, stimolata dalla esposizione alla luce del sole, sono superiori a quelli legati all'invecchiamento e alla ossidazione che per anni sono stati segnalati come unici effetti della esposizione solare.

Significa che esporsi al sole, nei mesi estivi, può fare anche del bene.

Dobbiamo anche ammettere che quando alcune ricerche scientifiche confermano la correttezza del modo di pensare l'uomo che sostiene Eurosalus è sempre un piacere segnalarle.

Lo studio pubblicato dal King's College di Londra sull'American Journal of Clinical Nutrition riguarda la questione che da un decennio a questa parte fa sentire in colpa chi si espone ai raggi solari.

Per una volta, però, la conclusione è differente: «Probabilmente, lo stesso sole che per anni abbiamo visto solo come fattore di rischio per il cancro della pelle, ha un effetto salutare sui processi di invecchiamento delle cellule e dei tessuti».

Lo studio compiuto su 2.160 donne tra i 18 e i 79 anni, ha infatti registrato i livelli di vitamina D3 contenuti nel sangue mettendoli in relazione con la  lunghezza dei telomeri (estremità del DNA che si accorciano ogni volta che la cellula si riproduce) dei globuli bianchi (particolarmente portati a rinnovarsi quando è in corso un'infiammazione e, quindi, a ridursi velocemente).

Il risultato, in proporzione all'età del soggetto, ha evidenziato che la maggioranza delle donne con il livello più elevato di vitamina D3 nel sangue avevano i telomeri dei globuli bianchi più lunghi, e quindi un minore indice di replicazione cellulare.

«La scoperta» spiega il prof. Brent Richards a capo del gruppo di ricercatori «è fondamentale perché dimostra per la prima volta come chi ha un livello più alto di vitamina D invecchia più lentamente. Questo aiuterebbe a spiegare gli effetti protettivi della vitamina D sulle malattie legate all'invecchiamento come quelle cardiache o i tumori».

Naturalmente gli scettici non mancano. Uno studioso dell'Università di Newcastle, per esempio, ha già dichiarato che in ogni caso i telomeri non possono essere considerati un marker biologico sufficientemente preciso.

Inoltre ricerche più recenti stanno spiegando il ruolo di mediazione tra allergia, obesità, infiammazione e prevenzione antitumorale in modo molto più preciso.

Prodotti che contengano vitamina D3 (come Natural Vita D3, utile per l'osteoporosi, Zerotox Memo D3 per la memoria, IgComplex per la riduzione dell'infiammazione intestinale) diventano quindi il fulcro di una azione che al di là dell'azione sintomatica sostengono l'intero organismo in un percorso di salute e benessere. 

Chi ha ragione? Il nostro pensiero sull'esposizione ai raggi solari lo abbiamo più volte dichiarato su Eurosalus: telomeri o no, con una buona protezione e l'immancabile buon senso, il sole resta un valido supporto al nostro fisico e alla nostra psiche.