Straordinario: la scienza conferma l'esistenza di due tipi di allergia, a diversa velocità


di Attilio Speciani
18 Ottobre 2007

Per anni si è detto che le uniche allergie concepibili erano quelle dipendenti dalle IgE. Ieri, sull'ultimo numero del JACI è stato invece descritto nei topolini un modello di allergia assolutamente innovativo.

Fino ad oggi la reazione allergica dei topolini è sempre stata molto simile a quella degli esseri umani, quindi pur con tutte le cautele legate alla diversità di specie, possiamo ritenere a buon diritto che la reazione anafilattica descritta da Fred Finkelman sull'ultimo numero del Journal of Allergy and Clinical Immunology (Finkelman FD. J Allergy Clin Immunol 2007;120:506-15) sia applicabile anche agli esseri umani.

Significa che tutte le analisi allergologiche svolte fino ad oggi sono state parziali.

Le tante persone che dopo avere sofferto di una reazione allergica acuta (dall'orticaria al gonfiore) si sono sentite dire che non erano allergiche a nulla, perché sono state provate e testate solo le IgE, possono pensare che le indicazioni a loro date a quel punto fossero quanto meno non complete.

La descrizione di questa allergia a due vie, quella classica e quella alternativa, è troppo vicina al modello classico delle ipersensibilità alimentari ritardate perché non ci stimoli a pensare che questo sia (come già anticipato da Sampson) il modello presente sempre nell'organismo, più o meno affiancato alla reazione di tipo IgE.

L'amercano Finkelman spiega che che esistono due tipi di anafilassi (allergia acuta di tipo 1):

  • via classica, modulata dalle IgE, dall'istamina, dai mastociti e dai recettori per le IgE, stimolata da piccole quantità di antigene, in presenza anche di basse quantità di anticorpi;
  • via alternativa, modulata dalle IgG, dai macrofagi, dai recettori per le IgG e dal PAF (fattore connesso alla reazione delle piastrine), stimolata da grandi quantità di antigeni, ripetute per più tempo, in presenza di quantità importanti di anticorpi.

Bisogna però ricordare che le IgG sono perfettamente in grado di determinare dei fenomeni di tolleranza nei confronti della allergia classica, in quanto le IgG, quando aumenta la loro presenza, possono fermare la reazione allergica in modo determinante.

Per quanto riguarda la gestione delle allergie, gli allergologi dovranno, da oggi, confrontarsi con un pezzo di realtà scientifica in più, e non potranno sottrarsi alla sistematica domanda dei pazienti, di andare cioè al di lè della immediatezza diagnostica delle IgE.

Per lo studio delle reattività alimentari non possiamo che ribadire la necessità di uno studio diagnostico che valuti la reattività cellulare.

I risultati avuti fino ad oggi ci confermano, con l'evidenza scientifica della nuova scoperta, che eravamo nel giusto.