Proteggere il DNA? Semplice come bere un caffè


di Mattia Cappelletti
24 Gennaio 2019

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Sono ormai lontani i tempi in cui il caffè veniva demonizzato e il suo consumo sconsigliato per le più disparate ragioni.

È ormai da diversi anni infatti che il consumo di questa sostanza è stato rivalutato e non solo in termini di “non nocività”, ma proprio come elemento positivo per il benessere.

Ci siamo già occupati di evidenziare come la sua ricchezza di polifenoli ed antiossidanti sia utile nel mantenere e migliorare il proprio stato di salute.

Dopo solo 4 settimane di assunzione regolare di caffè si è osservata una riduzione del 23% delle rotture di DNA.

In questo ambito è di Novembre 2018 la pubblicazione di un curioso studio che ha comparato l'effetto dell'assunzione quotidiana di sola acqua oppure anche di caffè nella riduzione delle rotture dei filamenti di DNA cellulare.

Nello studio si è evidenziato, in un campione totale di 50 uomini e 50 donne europee, come dopo solo 4 settimane il consumo di 500 ml di caffè al giorno (paragonabili a circa 2-3 tazzine di caffè espresso per quanto concerne la quantità di caffeina) era in grado di ridurre queste rotture del 23%.

Abbiamo visto come la caffeina non sia sempre di sostegno alla performance sportiva, però l'effetto di antiossidanti e polifenoli, aggiunto a questo effetto protettivo sul DNA, rendono il caffè un prezioso alleato del benessere.

Bibliografia essenziale