Nutrients: i Grandi Gruppi Alimentari riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale


di Attilio Speciani
03 Giugno 2019

Phonlawat Chaicheevinlikit / 123RF Archivio Fotografico

Per lungo tempo, e in molti casi ancora oggi, chi si occupa di alimentazione e dei sintomi correlati all'utilizzazione di alcuni alimenti ha spesso considerato responsabile dei sintomi un singolo cibo anziché il gruppo di alimenti con questo correlati. 

Il 17 maggio 2019 la rivista medica di nutrizione Nutrients, una tra le più importanti al mondo, sia per l'alto Impact Factor sia per la possibilità di accesso libero alla sua lettura (open access), ha pubblicato i risultati di uno studio molto ampio, svolto dal nostro gruppo di ricerca, dalla Inflammation Society (UK) e dal professor Enrico Ferrazzi, Direttore del Department of Clinical Sciences and Community Health e direttore della Ostetricia e Ginecologia "Mangiagalli" dell'Università di Milano.

Si tratta di un articolo scientifico che è stato inserito in un numero speciale della rivista, dedicato al ruolo della nutrizione in gravidanza. 

Il tema della ricerca non riguarda solo le donne gravide e la salute dei loro bambini, ma la possibilità di definire, attraverso la misurazione delle Immuno-globuline G specifiche per gli alimenti, quale sia l'alimentazione prevalente delle persone analizzate. Il riferimento infatti è alla presenza delle IgG alimento specifiche in tutta la popolazione italiana e la conoscenza di questi dati, analizzati su oltre 18.000 persone, rappresenta una base metodologica di forte impatto per valutare in qualsiasi ambito clinico il tipo di alimentazione delle persone studiate (Piuri G et al, Nutrients 2019 May 17;11(5). pii: E1096. doi: 10.3390/nu11051096). 

I Grandi Gruppi Alimentari sono oggi una realtà incontestabile sul piano scientifico, che può aiutare qualsiasi ricercatore a personalizzare la diagnosi e la terapia dei disturbi correlati alla infiammazione da cibo.

Già nel 2013 Clinical and Translational Allergy aveva pubblicato i risultati di una analisi simile, effettuata su circa 5.000 persone (Speciani AF et al, Clinical and Translational Allergy 2013 3 (Suppl 3) :P67 https://doi.org/10.1186/2045-7022-3-S3-P67), ma l'evidenza proposta oggi da una rivista peer-reviewed come Nutrients e l'ampiezza della casistica trattata, che supera le 18.000 persone, consente da subito di trasformare i risultati in strumenti pratici per le future valutazioni cliniche. 

La lettura delle IgG, come abbiamo già discusso in questi anni passati su queste pagine, non indica qualcosa di simile all'allergia, ma il suo esatto contrario. La presenza di IgG alimento specifiche per il glutine, ad esempio, indica che l'organismo controlla una possibile reazione allergica o anafilattica al glutine; impedisce l'allergia quindi, ma al tempo stesso indica che quella persona sta mangiando glutine o prodotti analoghi in modo eccessivo o ripetuto. 

La lettura delle IgG alimento specifiche sono protettive nei confronti di una possibile reazione allergica come ha ben definito (nelle pagine da 33 a 35) anche il recente documento del Ministero della Salute (edizione 2018-2019) sulle allergie alimentari e sulla sicurezza del consumatore.

Il Ministero, anzi, specifica che l'uso delle IgG per alimenti come indicatori di una ipotetica allergia o di qualcosa che le assomigli è fortemente criticabile e non va fatta. Test che analizzino le IgG richiedendo la eliminazione di un alimento o la sua sospensione per un tempo prolungato sono fuori dal contesto scientifico e possono essere pericolosi. Le IgG alimentari indicano semplicemente un uso ripetuto dei gruppi alimentari di riferimento, esattamente come da anni il nostro gruppo indica attraverso l'effettuazione del Food Inflammation Test (Recaller o BioMarkers che sia) nei vari stati del mondo in cui viene eseguito. 

Da oggi l'analisi alimentare di una popolazione potrebbe anche essere fatta senza la predisposizione di questionari nutrizionali spesso discutibili.

La risposta anticorpale per i Grandi Gruppi Alimentari è una risposta misurabile e valutabile con precisione, fornendo aiuto a chi voglia analizzare le abitudini alimentari di una persona per prendere gli opportuni provvedimenti nutrizionali per trattare le patologie correlate alla infiammazione da cibo. È quello che da anni facciamo nel nostro centro attraverso specifici percorsi terapeutici

Dalla ricerca è emersa la indicazione di almeno 5 Grandi Gruppi di riferimento per la popolazione italiana e verosimilmente mitteleuropea, che sono:

Conoscere gli eccessi alimentari di specifici gruppi e di eventuali singoli alimenti consente di formulare dei piani dietetici nutrizionali che tengano conto in modo personalizzato delle tre differenti forme di infiammazione da cibo oggi conosciute.

Da ora è disponibile uno strumento in più per mettere in pratica la medicina di precisione anche in ambito nutrizionale, in modo scientifico, riproducibile e comunicabile.