Nuovi cereali alla ribalta: amaranto e quinoa sulle nostre tavole

18 Agosto 2006
Nuovi cereali alla ribalta: amaranto e quinoa sulle nostre tavole

Anche i meno esperti tra i lettori si sono accorti che cereali come amaranto e quinoa hanno cominciato a fare la loro comparsa nei supermercati. Non è sicuramente solo un fatto di moda.

Per anni c’è stata una disinformazione generale che ha fatto percepire la farina bianca e raffinata come il miglior modo di utilizzare i cereali, e il grano, il frumento è stato proposto come “il” cereale da usare.

Oggi finalmente le persone stanno riscoprendo il valore della integralità, l’importanza delle produzioni biologiche e anche il significato di diverse specie di cereali, con caratteristiche diverse une dall’altra.

Non è infatti casuale che si stia assistendo ad una crescita dei casi di celiachia, legati ad un’eccessiva utilizzazione di solo frumento.

La presenza di questi cereali alternativi indica quindi che i consumatori stanno espandendo un mercato di nicchia fino a poco tempo fa relegato ad oscuri angoli di negozi di cibi dietetici, come recentemente riportato in un articolo della Associated Press.

Secondo la società Nielsen, specializzata in ricerche di mercato, la vendita di prodotti che hanno come ingrediente cereali integrali è cresciuta del 9,5% rispetto allo scorso anno. Tra i vari cereali riveste una particolare importanza l’amaranto.

Coltivato per millenni dagli Aztechi, contiene ha il doppio del ferro rispetto al grano e fornisce un maggiore quantitativo di proteine e fibre. La Quinoa, coltivata anticamente nelle Ande, ha un minore contenuto di fibre ma fornisce comunque più proteine e ferro rispetto al grano.

Come riportato dalla Nu-World Food 100 grammi dei cereali sotto elencati forniscono:

Grano

  • Fibra, 12.2 g
  • Proteine, 13.7 g
  • Ferro, 3.8 mg

Amaranto

  • Fibra, 15.2 g
  • Proteine, 14.5 g
  • Ferro, 7.6 mg

Quinoa

  • Fibra, 15.5 g
  • Proteine, 14.2 g
  • Ferro, 4 mg

L’amaranto possiede inoltre grandi quantità di aminoacidi come la lisina, la metionina e la cisteina che lo rendono un’eccellente risorsa di proteine  con un valore nutrizionale più elevato rispetto ad altri cereali.

L’amaranto  è povero in sodio e non contiene grassi saturi.

Si tratta quindi di un cereale che ha la “stoffa” per evitare l’ingrassamento. In modo più intenso del frumento (anche di quello integrale), riduce i possibili picchi di insulina che derivano dalla sua assunzione, avendo un indice glicemico più basso grazie alla maggiore presenza proteica e al contenuto più elevato di fibra indigeribile.