Sesso: occhio all'errore


di Michela Carola Speciani
07 Marzo 2012

Da una ricerca del Kinsey Institute (Indiana University, USA), risulta che siano molti gli errori commessi, non sempre in consapevolezza, nell’ottica di avere rapporti sessuali davvero protetti. Tra i più comuni si trova il fatto di non utilizzare il preservativo durante l’intero rapporto, di metterlo solo nella parte finale dell’atto o di usare pratiche a rischio (sia per la trasmissioni di eventuali infezioni anche parecchio gravi, sia qualora si voglia evitare una gravidanza). Tra tali pratiche - cui dedica attenzione una ricerca della Seconda Università di Napoli - troviamo ad esempio il “coito interrotto”: si tenga presente che la maggior parte delle malattie infettive più gravi (tra queste Epatite Virale B e HIV) si trasmettono anche tramite scambio di fluidi genitali, senza che necessariamente ci sia bisogno del coito o dell’eiaculazione, e che “spermatozoi vaganti” possono essere presenti anche nel fluido che viene secreto come lubrificante prima della eiaculazione vera e propria.

Pratiche dello stesso tipo sono considerati i cosiddetti “metodi anticontraccettivi naturali”, solitamente di dubbia efficacia. Il metodo basa la propria validità sul fatto che ci siano dei momenti di fertilità e infertilità nella donna a seconda del proprio stato ormonale e del tempo passato dall’ultima mestruazione. Va tuttavia considerato che gli spermatozoi maschili sono benissimo in grado di vivere serenamente nell’apparato genitale femminile anche per parecchi giorni, con una importante parte di variabilità individuale. Questo fa del metodo contraccettivo appena citato qualcosa di poco sicuro. In questo caso poi, la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili di cui sopra non è minimamente considerata.

Restando nell’ambito delle malattie infettive, quanti di voi sapevano che anche il sesso orale (maschile e femminile) è una pratica a rischio? Non si resta incinte (o incinti) facendo sesso orale senza preservativo, ma si può contrarre l’AIDS, o altro. Quindi, massima attenzione, a meno che non si conosca veramente bene il proprio partner. Anche alle persone migliori può capitare di sbagliare. Tenere la buona fede del compagno o della compagna per buona ha assolutamente senso, ciò nonostante, errare è umano (anche se talvolta non lo si ammette) e andare a fare un test mette solitamente il cuore in pace.

Si consideri però anche che i test per alcune tra le malattie sessualmente trasmissibili più gravi (di nuovo si trovano in questo gruppo HIV ed Epatite B) hanno bisogno anche di sei mesi dall’eventuale esposizione per poter dare all’interessato una quasi certezza di essere sano o meno. Si diffidi dunque di chi dice “faccio gli esami ogni tre mesi” per convincervi a fare sesso senza protezione vera: nella migliore delle ipotesi sapreste con quasi certezza che il/la partner era sano/a sei mesi prima dell’ultimo controllo, nulla vi assicura però che lo sia al momento dell’eventuale rapporto con voi. Se avete una relazione fissa, fate un gesto di amore e di rispetto l’uno nei confronti dell’altro: andate insieme a fare un test (si può parlare col proprio medico di base o andare direttamente in ospedale).

Per essere sicuri, dunque, basta usare il preservativo dall’inizio alla fine del rapporto? Non proprio: tra gli errori più comuni c’è anche quello di metterlo al contrario (si faccia attenzione: la parte che si srotola deve stare all’esterno e non all’interno; inoltre, qualora si sia cominciato a srotolarlo dalla parte sbagliata, non ci si sogni di girarlo: il preservativo va cambiato), quello di utilizzare lubrificanti che non siano a base acquosa (è il tipo di lubrificante che va eventualmente scelto qualora ci sia necessità di limitare gli attriti), quello di non far uscire l’aria dalla punta del preservativo prima di srotolarlo sul pene del partner, quello di non lasciare lo spazio della punta, quello di non tenere il preservativo ben saldo alla base del pene con le dita uscendo dall’organo di sesso “ricevente” (onde evitare che il preservativo resti “dentro”), quello di cincischiare dentro l’organo accogliente anche una volta che sia avvenuto l’orgasmo maschile (talvolta si dimentica che il pene si riduce in dimensione dopo l’orgasmo e che aspettare troppo prima di “uscire” significa nuovamente rischiare che il preservativo non esca insieme all’organo maschile; si può tornare ad abbracciarsi, dopo).

Si ricorda inoltre che il preservativo va cambiato tra un partner e l’altro, oltre che nel cambio della tipologia di rapporto (ad esempio vaginale-anale o viceversa) anche con lo stesso partner, e che anche i rapporti anali (tutti, indipendentemente dal sesso dei partecipanti) necessitano di uso del preservativo o profilattico. Sono elementi semplici, ai quali si può fare facilmente attenzione, una volta che se ne sia stati informati.

Il rapporto sessuale vuole e deve essere un piacere (a qualsiasi età), e c’è da ricordare che nessun rapporto sessuale per quanto protetto può davvero essere sicuro al 100% se non nella fiducia e nella conoscenza della persona che si ha al fianco. Persino il bacio e lo scambio di saliva possono essere in alcuni casi fattore di rischio. Se da una parte questo porta a ragionare rispetto al fatto che il bacio o il rapporto sessuale siano elementi di condivisione importante e da scegliere con consapevolezza e rispetto (per sé stessi e per la persona con cui si sceglie di condividerli), dall’altra invita a godere con serenità (oltre che con le dovute precauzioni) della relazione con il partner: se fare attenzione ha un significato importante, preoccuparsi troppo può non essere sempre la strategia più efficace per farsi del bene. Abbiate prudenza quindi, e poi sentitevi liberi e sereni nel fare l’amore (che può essere vero solo se protetto e sicuro: perché nell’amore c’è anche la ricerca del bene dell'altro, no?) col vostro partner, che sia occasionale o meno.

Se peraltro il preservativo e la contraccezione sono spesso stati considerati prerogativa e preoccupazione lasciata all’uomo, anche perché la Festa della Donna si avvicina, è bello pensare che le donne interessate, a tutte le età, possano cominciare o continuare ad occuparsene, sentendosi in diritto di avere sempre con sé un preservativo, di usarlo (naturalmente con il consenso del partner), o di dire di no, quando il diverso modo di pensare di chi si ha vicino metta a repentaglio la propria e altrui salute.