Salare meno, per scendere sulla bilancia


di Attilio Speciani
03 Febbraio 2015

Il sale è uno degli insaporitori preferiti da tutte le specie e nell'industria è d'uso inserirlo in ogni tipo di preparazione alimentare, nell'ottica di ottenere maggiore apprezzamento da parte del compratore.

Il sale ha anche degli importanti effetti a livello sistemico. Non solo tendenzialmente alza la pressione a chi ce l'ha alta, ma aiuta molto poco chi ce l'ha bassa, andando invece ad avere un effetto maggiore sulla ritenzione idrica.

L'acqua trattenuta va a finire in gran parte nel compartimento extravascolare provocando gonfiore, ritenzione, cellulite.

Chi sceglie di salare meno, senza assolutismi, si fa un bel regalo.

Non è necessario rinunciare ai sapori e il po' di sale aggiunto alla pentola in cui si sta cucinando potrà ben essere esaltato dall'uso sensato di spezie e sapori diversi.

Cumino, curcuma, cannella, pepe, peperoncino, zenzero, noce moscata, per citarne alcuni, manterranno il gusto interessante e forte, lasciando spazio al controllo non solo della ritenzione idrica, ma anche dell'infiammazione generalizzata. Con ottimi effetti a tutti i livelli.

Salare di meno (e scegliere alimenti naturalmente meno salati) è a lungo termine un'ottima strategia per mantenersi sani, snelli e in forma.