Recuperare la tolleranza per dimagrire


di Attilio Speciani
24 Giugno 2014

Sempre di più a livello scientifico internazionale si parla dell'obesità come un problema che non dipende esclusivamente dall'eccesso calorico, ma è legato a doppio filo con l'aumento dell'infiammazione generale dell'organismo.

Lo studio di marker dell'infiammazione come BAFF, PAF, IL-6 e così via ha permesso di definire con precisione un legame tra aumento dell'infiammazione, resistenza insulinica e obesità.

L'alimentazione diventa quindi uno strumento fondamentale che va ben oltre il semplice conto delle calorie.

Il controllo dell'infiammazione da cibo deve passare per una dieta di rotazione settimanale (e mai di eliminazione) che rispecchi in tutto e per tutto lo svezzamento infantile. Solo in questo modo è possibile rieducare il sistema immunitario verso il recupero della tolleranza.

Quando si parla di reattività alimentare nell'interpretazione di qualunque test diagnostico è indispensabile ragionare secondo la logica dei grandi gruppi alimentari.

Per intenderci: se una persona è intollerante al vino, al formaggio e al pane (tutti alimenti fermentati) seguirà una dieta di rotazione settimanale sulla categoria dei lieviti che comprende alimenti che magari non sono nemmeno stati testati come ad esempio i funghi, l'aceto e i grissini (che appartengono anche loro alla classe dei lieviti).

Vi suggerisco una serie di link di approfondimento per comprendere meglio quali segnali necessitano all'organismo per funzionare al meglio e per dimagrire.