Quel cancro che guarisce dentro


di Michela Carola Speciani
19 Gennaio 2012

Da ormai più di un anno e mezzo il New York Times raccoglie foto e immagini di vita emblematiche di chi è sopravvissuto al cancro. L’enorme collage di foto e racconti raccolti vuole mostrare in maniera diretta e inequivocabile quanto il cancro rappresenti non solo un punto di svolta, ma spesso anche un punto di svolta positivo nella vita delle persone che ci siano passate.

Ed ecco la seconda parte bella del poster ospitato dal New York Times: di cancro si guarisce. Si stima che solo negli Stati Uniti i guariti siano circa 12 milioni. Si tratta di persone che si sono trovate davanti al fatto di poter morire, per le quali è stato necessario ristabilire delle priorità. Per queste persone, cambiare profondamente il proprio modo di vivere è stata diretta conseguenza.

Tra prima e dopo qualcosa cambia. E anche i capelli corti di tante fotografie competono nel dare una drammaticità ulteriore all’immagine. In medicina un sintomo non è altro che un segnale. Il medico ricerca la causa del malessere e, con l’aiuto e la collaborazione del paziente, gli strumenti per risolverla.

Si consideri allora il concetto di benettia, termine che lo stesso Attilio Speciani utilizza sovente per spiegare ai suoi pazienti come la cosiddetta malattia possa in realtà essere lo spunto per la risoluzione di qualcosa di molto più profondo del semplice sintomo. Inoltre, è solo partendo dalla causa che davvero si può guarire il sintomo stesso.

Di cancro non solo si può guarire e si guarisce, ma lo si fa anche in una maniera molto diversa da quella del semplice tornare alla vita precedente al percorso, quando lo si voglia intraprendere. Tutto cambia, non si tratta solo dei capelli accorciati di chi si sia sottoposto a chemio, o di chi conclusa la terapia abbia deciso di tagliarli, e nemmeno dei chili persi da chi abbia cominciato a muoversi. “Ora amo di più”, “ora mi godo la vita”, “ho imparato a divertirmi e ad essere me stesso”, “sono aperta a tutti i momenti e a tutte le persone”, “vivo la vita a pieno”, “ho imparato ad amare le persone esattamente per quello che sono, senza voler cambiare una sola cavolo di cosa”: questo è ciò che si trova scritto a lato delle immagini; sono le parole, le emozioni, i cambiamenti di chi ci è passato davvero e di chi oggi, anche grazie al cancro, si sente guarito, e felice, dentro.