Piccoli passi per ritrovare il sorriso perduto


di Attilio Speciani
08 Maggio 2012

Ci sono casi in cui l'approccio specialistico al problema di una persona non è efficace, perché si perde la visione d'insieme. E così, in quei casi, le stesse persone perdono la forza di sorridere, perché la loro ipersensibilità non viene compresa e ciò non permette loro di capire come ritrovare salute e benessere. Spesso i trattamenti loro proposti sono a base di farmaci per la depressione, o di gastroprotettori prescritti dal gastroenterologo; e magari un allergologo, dopo avere escluso la celiachia, allarga le braccia e non prescrive più nulla.

Questa frammentazione in tanti pezzettini specialistici, per le persone coinvolte, rappresenta un dramma, tradotto in un profondo malessere che ha invece una unica causa. I legami tra alimentazione, infiammazione e alterazione degli stati dell’umore si stanno chiarendo sempre di più. Cosa fare, quindi, in casi come questi? Certo, non si possono escludere del tutto eventuali prescrizioni sintomatiche; ma altrettanto importanti – e quindi fortemente consigliabili – sono i cambi di comportamento.

Uno, per esempio, può essere quello che spinga a iniziare a muoversi e camminare (e se fosse possibile, correre) almeno 25-30 minuti al giorno. Un altro cambio importante riguarda l'alimentazione, che va organizzata in modo da rispettare eventuali reazioni dovute al cibo senza però escludere mai gli alimenti responsabili. Anzi, concedendo il loro utilizzo almeno in 3 giorni della settimana.

Due cambi, piccoli ma rivoluzionari, che rendono più chiara la strada per ritrovare il sorriso. Senza infiammazione, senza mal di stomaco e sfruttando l’azione degli antidepressivi naturali creati con la corsa, si inizia spesso a dare valore alla propria autonomia, e si recuperano efficienza e benessere.