Uso di calcio e malattie cardiache: quando il calcio fa male al cuore


di Attilio Speciani
02 Maggio 2011

Il Calcio è l'integratore più prescritto sulla faccia della Terra: basta un bambino con i denti cariati o lievemente rigati, o avere 40 anni ed essere donna, per vedersi prescrivere integratori di calcio come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Si tratta di una consuetudine, non necessariamente sana, che rientra in quelle abitudini mediche che spesso non hanno motivazione alcuna ma che vengono fatte comunque, per non sentirsi “fuori dal coro”.

Sappiamo che un eccesso di calcio può aggravare le forme tumorali del seno, che può aumentare l'incidenza delle allergie, che può peggiorare l'arteriosclerosi e che può effettivamente aumentare il rischio di malattie cardiache

Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, una delle riviste mediche più autorevoli al mondo, è molto chiaro (Bolland MJ et al, BMJ. 2010 Jul 29;341:c3691. doi: 10.1136/bmj.c3691).

Una metanalisi ha considerato lavori correttamente eseguiti evidenziando un aumento del rischio di infarto cardiaco in chi assume una integrazione di Calcio di almeno 500 mg al giorno (notando che il dosaggio medio è di 800-1000 mg al giorno e c'è la tendenza a somministrare pastiglioni sempre più forti, da 1500 mg). 

Resta poco chiaro perché nessuno ne abbia parlato. Ogni giorno è evidente (basta accendere una televisione o aprire un giornale leggendone la pubblicità) che la corrispondenza tra Calcio come elemento buono e latte e latticini (che ne contengono in grande misura) viene sfruttata con un accostamento di salute che è tutto da dimostrare. Però questa associazione viene fatta, e sicuramente sono pochi i giornali o le reti televisive che mettono a repentaglio i loro introiti per segnalare invece una associazione stonata tra Calcio e benessere.

O forse semplicemente perché ormai il mondo è distratto  e di fronte a malattie ben più importanti diventa poco utile segnalare il rischio di semplici infarti cardiaci per una consuetudine terapeutica così elementare.

Dal punto di vista statistico il rischio è significativo e documentato anche se non elevatissimo (il Calcio non è un veleno che stronchi immediatamente), ma visto il grande uso che ne viene fatto al mondo, un rischio discreto dato da un integratore semplice, moltiplicato per l'immenso uso che ne viene fatto diventa socialmente rilevante, costoso ed indivdualmente pericoloso.

Gli strumenti per affrontare ad esempio l'osteoporosi in modo alternativo ci sono.

La ricchezza della vitamina D è ormai documentata, l'uso di preparazioni di Equiseto e Silicio ha degli effetti importanti e ci sono molti altri prodotti che possono aiutare in caso di bisogno.

Strumenti per il benessere si possono quindi trovare con facilità. Basta talvolta andare un poco oltre le consuetudini.