Cambia il menu a colpi di foto


di Michela Carola Speciani
06 Giugno 2012

Martha Payne ha nove anni e frequenta la scuola elementare Lochgilphead ad Argyll, in Scozia. La sua avventura su internet, e la nostra seguendola da spettatori, è cominciata il 30 di aprile, momento in cui la bambina, supportata dai genitori Dave e Rebecca ha cominciato a postare i suoi pasti scolastici (quelli offerti dalla mensa) su un blog intitolato NeverSeconds. La risposta è stata globale. Le prime visite erano quelle dei compagni di scuola, poi il blog è partito e ha cominciato a sconvolgere il mondo. La realtà è diventata globale davvero, tanto che le foto dei pasti di Martha hanno cominciato ad essere affiancate dai vassoi di altri bambini e ragazzi, dai paesi più diversi: Spagna, Taiwan, Giappone, Stati Uniti d’America.

La visione dei pasti ha suscitato i commenti e l’attenzione di pool di nutrizionisti, giornalisti, genitori, e persino lo chef inglese Jamie Oliver, celebre star televisiva britannica, ha mandato il suo supporto alla piccola definendo il suo blog “stimolante”, suggerendole affettuosamente di “continuare”.

I primi piatti erano scarni e molto poco bilanciati, sicuramente con eccessivi carboidrati complessi e zuccheri semplici a rapido assorbimento, verdura e frutta cruda quasi assente, e comunque poca fibra e poche proteine. Un piccolo successo è stato ottenuto dalla piccola e dal consiglio genitori e adesso la mensa della scuola di Martha fa avere ai suoi fruitori libera quantità di verdura e pane, almeno a quanto si legge sul blog.

I pasti restano comunque ricchi di zuccheri raffinati, il che è una scelta quanto meno particolare soprattutto quando sono ben noti gli effetti che tale tipo di alimenti ha sull’attenzione. Almeno però: ora nei piatti c’è qualche vegetale in più rispetto alle tre (tre davvero) fettine di cetriolo di esordio e anche le proteine sembrano un minimo meglio bilanciate.

È bello sapere che il singolo può fare qualcosa e rendersi conto che l’opinione pubblica può fare davvero qualcosa di pratico e anche in senso di miglioramento.

Le stesse osservazioni possono essere spostate sulle mense di tutto il mondo da cui arrivano le foto, con una particolare riflessione soprattutto su quelle di origine statunitense dove la riforma dei piatti proposti è stata tanto discussa. Gli zuccheri raffinati a rapido assorbimento sono nel frattempo ancora molto presenti nei piatti degli studenti, nei quali davvero mancano le proteine, con abbondanza invece di pane e pasta bianche, con i relativi effetti (per esempio sul livello di attenzione dei ragazzi). I piatti meglio bilanciati arrivano invece dai paesi dell’est asiatico, con particolare riferimento a Taiwan e Giappone, nei quali è presente il riso bianco, certo, ma anche una quota di proteine più equilibrata, oltre che una buona dose di vegetali.

La strada per il miglioramento globale è lunga ma percorribile, ed è ormai una certezza il fatto che qualcosa di concreto possa essere fatto e ottenuto per la salute e la crescita dei piccoli di ogni nazionalità. Di educazione alimentare fatta dai governi per i bambini e le famiglie, in questo caso, ancora non si parla. Qui i bambini stanno dando lezioni di cucina, di salute e di gusto alle proprie mense e a chi di questo si occupa.