Non fermate Forrest Gump!


di Attilio Speciani
11 Maggio 2006

L'azione antidepressiva della attività fisica è talmente evidente e forte da potere misurare la sua mancanza anche solo nelle persone che smettono di tenere in esercizio il proprio fisico.

Un recentissimo lavoro pubblicato da ricercatori del Bethesda (Berlin AA et al, Psychosom Med 2006 Mar-Apr;68(2):224-30) ha evidenziato infatti la comparsa di segni importanti di cambiamento dell'umore anche solo dopo una settimana di sospensione della propria attività fisica aerobica.

Il lavoro è stato effettuato su persone giovani (età media 31 anni) senza disturbi psichici, che svolgevano attività aerobica (corsa, bicicletta, nuoto e altro) almeno 3 volte alla settimana per almeno 30 minuti al giorno. A queste persone è stato chiesto di sospendere per almeno due settimane la pratica sportiva. E' stata evidenziata, già dopo una sola settimana, la comparsa di sintomi fisici di disagio (tra cui la stanchezza, i dolori, i disturbi del sonno) e opo due settimane la comparsa in alcuni soggetti di sintomi depressivi evidenti.

Dal punto di vista pratico una così forte evidenza della azione fisica e psichica delle endorfine e della serotonina stimolate dall'esercizio pone delle indicazioni di cui tenere conto in molte situazioni cliniche.

Lo sportivo che si ferma per un infortunio ad esempio va aiutato nel suo recupero anche dal punto di vista psicologico (ad esempio con i fiori di Bach). L'anziano che è abituato alla sua camminata quotidiana che si ammala semplicemente di influenza e sospende la pratica fisica deve essere aiutato anche sul piano psicoemotivo.

La sospensione delle proprie attività sportive durante un viaggio (talvolta anche durante una vacanza) giustifica forse molti litigi che compaiono con la propria famiglia e che sono dovuti ad un semplice calo di endorfine cerebrali.

Per rispettare la fisiologia dell'organismo è quindi importante mantenere la continuità dell'esercizio. Per chiunque è preferibile e più salutare allenarsi poco ma con costanza che passare periodi di impegno intensissimo alternato a inutili e pericolosi periodi di totale inattività.