Efficace non solo sulle vampate: in menopausa la soia rimette a posto anche il colesterolo


di Attilio Speciani
20 Novembre 2006

La lotta tra soia e latte vaccino procede con una ulteriore vittoria a favore della soia: l'azione positiva non si limita solo al trattamento delle vampate.

Se infatti le ultime settimane hanno visto in campo comunicazioni basate soprattutto sugli interessi economici, in una strana lotta che sembra rifiutare i benefici di una sostanza vegetale e cerca invece di dimostrare sistematicamente i vantaggi di tutti i prodotti connessi all'allevamento bovino, negli ultimi giorni la soia ha potuto segnare un altro punto a suo favore.

Un lavoro scientifico effettuato presso la prestigiosa Johns Hopkins University di Baltimora ha evidenziato che nelle donne in menopausa l'impiego degli isoflavoni di soia determina un netto e preciso miglioramento del metabolismo dei grassi.

Non solo calano il colesterolo totale e il colesterolo LDL (quello "cattivo"), ma si innalzano nettamente i valori del colesterolo HDL (quello "buono"). E questo avviene anche dopo avere corretto i valori rilevati in tutti i modi possibili per rendere il lavoro neutro e i risultati attendibili.

La ricerca, pubblicata sulla importante rivista internazionale Menopause (Allen JK et al, Menopause 2006 Oct 2; [Epub ahead of print]), non lascia dubbi, anche perchè si tratta di una valutazione effettuata in doppio cieco attraverso uno studio randomizzato e controllato.

Da un lato alle donne in menopausa venivano dati degli isoflavoni di soia, mentre al gruppo di controllo venivano date delle proteine del latte. E i risultati sono stati sistematicamente a favore della soia.

Non è il caso, come già detto da queste pagine, di fare crociate a favore della soia, ma sicuramente suscita perplessità la lotta senza quartiere che viene fatta in questo periodo nei confronti di una sostanza vegetale così importante come questa.

Noi di Eurosalus, che siamo palesemente a favore di una alimentazione mista, variata, continueremo a difendere il diritto dei cittadini ad essere informati, e a potere mangiare con gusto, nutrendosi in modo congruo con i propri bisogni di salute, con il minimo condizionamento commerciale possibile.