La melatonina funziona per riequilibrare il sonno


di Attilio Speciani
17 Marzo 2005

Ricorderete che la melatonina è stata oggetto di dibattiti accesissimi negli anni della sperimentazione “Di Bella”. In quel periodo il Ministero della Salute emanò regole di prescrizione severissime per rendere quanto più difficoltoso possibile l'impiego del prodotto, che molti usavano già da molti anni come induttore naturale del sonno.

Per compilare una ricetta di melatonina in quel periodo si impiegavano almeno 5 minuti di scrittura (alla stregua degli stupefacenti, dovendo aggiungere specifiche di consenso informato sottoscritto da parte del paziente), ed era quindi molto più semplice per il medico (di base o privato) prescrivere un qualsiasi ansiolitico dal brevissimo nome (5 lettere), senza tante complicazioni.

Oggi prescrivere melatonina è di nuovo semplice, e molti preparati fino a 3 mg sono di nuovo in libera vendita, ma capita di sentire pazienti che tornano da un viaggio all'estero portando incuriositi con sé delle capsule di melatonina quasi portassero prodotti proibiti, e che restano perplessi quando spiego che la melatonina è prescrivibile da sempre anche in Italia senza problemi (salvo quelli citati) se solo il medico avesse voglia di pensarci.

Il problema severo della melatonina è che funziona molto bene, ma non è brevettabile, e quindi le case farmaceutiche non hanno potuto gestire le rendite da brevetto. Oggi un lavoro interessante (Leger D. et al. Am J Med 2004 Jan 15;116:91-5) ha studiato i soggetti sofferenti di insonnia, valutando la loro produzione di melatonina durante la notte, per valutare se l'effetto ipnoinducente della stessa fosse confermato.

La melatonina ha un effetto di induzione del sonno che si sviluppa nel giro di poche decine di minuti, e che non lascia residuati di nessun tipo, essendo una sostanza che ogni persona è già abituata a produrre fisiologicamente. Il suo effetto scompare nel giro di circa 3-4 ore. La sua funzione non è solo quella di indurre il sonno, ma anche quella di regolare il ritmo sonno veglia, contrinuendo spesso, dopo un periodo di terapia di 1-2 mesi a lasciare le persone trattate in grado di riprendere il sonno spontaneamente.

Il lavoro segnalato ha evidenziato che le persone insonni producevano molta meno melatonina dei soggetti non insonni usati come controllo. La somministrazione di melatonina produceva effetti positivi sul sonno in maggior misura tra le persone che producevano meno melatonina (e che infatti soffrivano di insonnia).

Come dire che se la melatonina fisiologica serve per indurre il sonno (oltre ad altre funzioni importanti), è normale che le persone che non ne producano siano facilmente insonni, e che se viene fornita a queste persone della melatonina queste riescono anche a riprendere a dormire.

È sicuramente una bella dimostrazione di razionale scientifico, peccato che la maggior parte dei medici prediliga comunque la prescrizione di ipnoinducenti brevettati, cioè i sonniferi di produzione farmaceutica o le benzodiazepine classiche.

Personalmente utilizzo e faccio utilizzare dosaggi di melatonina che variano tra i 3 e i 10 mg (di solito 5 mg) facendone assumere una capsula alla sera, prima di andare a letto. Raramente mi è capitato di dovere ridurre il dosaggio in persone più sensibili.