Il coraggio di Ippocrate


di Igor Principe
21 Maggio 2012

Andare oltre il farmaco. E' questo ciò in cui trova sostanza “Il coraggio di Ippocrate”, immagine che sintetizza una componente essenziale dell'arte medica. E cioè il non fermarsi alla ricetta, al consiglio distaccato su quale prodotto assumere per far fronte alla cura, ma ampliare lo spettro della cura stessa a quegli aspetti spirituali che costruiscono il benessere complessivo di una persona tanto quanto l'aspetto puramente fisiologico.

Quell'immagine è il titolo di un libro che racconta la storia di professionisti della salute impegnati in esperienze e scelte di vita in grado di cambiare, migliorandoli radicalmente, percorsi di cura di molti pazienti. Lo hanno scritto Enrica Bortolazzi, Giuliana Zaglio e Lavinia Macchiarini raccogliendo le storie personali di circa quaranta tra medici, omeopati e naturopati. “L'idea è nata dopo aver vissuto la malattia di un collega – racconta Zaglio –. Dal suo e dal nostro dolore è maturata la consapevolezza di quanto importanti siano le cure non solo dal lato del farmaco ma anche da quello dello spirito e dell'anima. Il percorso verso la guarigione è un momento di conoscenza profonda e intima tra medico e paziente”.

Il volume procede per racconti e ritratti fotografici molto ben curati, nei quali ciascuno dei personaggi intervistati ripercorre le tappe fondamentali di un cammino verso il senso profondo dell'esistenza. “Si tratta di medici curanti, molti dei quali pratichi di naturopatia e omeopatia, che hanno deciso di trattare la malattia come momento per applicare una cura in cui la loro presenza e la loro parola, frutto di abnegazione e affetto nei riguardi del paziente, fossero elementi per terapie insperate ed efficaci, che conducessero, come dicevo, a una guarigione di natura spirituale prima ancora che fisiologica”, prosegue Zaglio. “Questi incontri, per noi, sono stati un'esperienza di vita meravigliosa. Abbiamo parlato con persone che hanno saputo oltrepassare i limiti della cultura ufficiale scoprendo percorsi alternativi, lasciandosi alle spalle i dogmi e leggendo la malattia come esperienza in cui il vissuto globale del paziente è un punto da cui non si può prescindere”.

Il libro è edito da Marco Serra Tarantola Editore, ed è realizzato in tiratura limitata. Si può avere su richiesta a editore@tarantola.it. Il ricavato – come già per altre opere precedenti delle tre autrici – sarà devoluto in beneficenza al Tibetan Children’s Village di Dharamsala in India, struttura che accoglie 2.500 piccoli esuli tibetani.