I polmoni ringraziano: grazie a frutta, verdura e pesce tirano un sospiro di sollievo


di Redazione Eurosalus
23 Maggio 2007

La medicina contemporanea è tutta irta di acronimi, cioè di  sigle in lettere maiuscole formate dalle iniziali di parole astruse, rigorosamente in lingua inglese. Spesso queste sigle, perlopiù impronunciabili, designano nuovi strumenti d'indagine e di diagnosi, altre volte malattie piuttosto comuni o sindromi di recentissima invenzione e sostanzialmente inesistenti.

Ecco qui un acronimo che compare per la prima volta sulle pagine di Eurosalus e che definisce una malattia dalla quale, se possibile, è meglio stare alla larga: si chiama COPD cioè, per esteso, Chronic Obstructive Pulmonary Desease. In italiano possiamo tradurla con “affezione polmonare ostruttiva cronica”.

Si tratta di una combinazione, davvero poco fortunata e spesso anzi letale, di due malattie respiratorie già di per sé piuttosto gravi: la bronchite cronica e l'enfisema polmonare.

Causa principale della COPD, che si manifesta con un restringimento delle vie aeree e una conseguente difficoltà di respirazione, è considerato il fumo di sigarette. Astenersi dal fumare, o smettere prima che sia troppo tardi, è perciò la più efficace misura preventiva.

Tuttavia anche una dieta appropriata può ridurre il rischio di contrarre questa pericolosa affezione. E' quanto emerge dallo studio condotto da un'équipe di medici della prestigiosa università americana di Harvard, Massachusetts. Il relativo articolo, di prossima pubblicazione su Thorax, è già consultabile da pochi giorni su Internet, nella versione online della rivista (R Varraso et al, Thorax Published Online First, 2007 May 15).

Lo studio ha riguardato una vasta popolazione di circa 43.000 pazienti, seguiti per oltre dieci anni, con monitoraggio biennale dei loro stili di vita e della loro dieta alimentare. I casi di COPD diagnosticati in questo gruppo sono stati 111, il che ha permesso di disporre di una base statistica abbastanza ampia da fornire risultati attendibili.

Si è potuto così constatare che i soggetti con abitudini alimentari assimilabili alla cosiddetta dieta mediterranea (rilevante consumo di frutta, verdura, cereali integrali e pesce) affrontano un rischio di contrarre la COPD del 50% più basso dei soggetti che prediligono la dieta occidentale (a base di carni rosse o affumicate, zuccheri e cereali raffinati).

Il dato è certamente così imponente da essere significativo.

Naturalmente i ricercatori si sono affrettati a precisare che la causa determinante della malattia rimane il fumo e che mangiare grandi quantità di frutta, verdura e pesce non autorizza a bruciare, contemporaneamente, grandi quantità di tabacco.

Non tutti i vegetali, insomma, fanno bene ai bronchi e ai polmoni. Ma la maggior parte sì.