Che dieta seguire quando si assume cortisone?

di Carla Camerotto - Nutrizionista
6 Marzo 2012
Che dieta seguire quando si assume cortisone?

DOMANDA

Buongiorno,devo assumere per un mese cortisone per una maculopatia, per due settimane 25mg e per le altre due 12mg. Che dieta devo seguire per contrastarne gli effetti?Grazie.

RISPOSTA

Cara lettrice, il cortisone è un farmaco che ha funzioni simili al cortisolo, un ormone naturalmente prodotto come risposta a condizioni di stress, sia fisico che mentale dalle ghiandole surrenali. Il corpo con questi segnali cerca di aumentare la disponibilità a livello ematico delle molecole che più sono utili per rispondere ad un eventuale pericolo. Frequentemente si associa ad un incremento della fame ed è più facile accumulare peso. In questo contesto è utile inserirsi, con un’alimentazione e uno stile di vita, che siano in grado di inviare dei segnali positivi, che rassicurino l’organismo sulla presenza di nutrienti per svolgere a pieno regime le sue funzioni e che siano in grado di modulare la sensazione di fame.

Fondamentale è rispettare quotidianamente il proprio fabbisogno proteico-energetico. L’alimentazione sarà pertanto normocalorica e normoproteica, perché un’eventuale restrizione si potrebbe ripercuote incrementando i già presenti segnali di allarme. Distribuisca in maniera decrescente gli apporti nutrizionali nei tre pasti principali, cercando di rispettare i propri ritmi biologici. Entro 30-60 minuti dal risveglio una completa prima colazione, per il suo potente ruolo nei controlli ormonali legati al metabolismo e all’assunzione di cibo, sarà di supporto per partire con energia e controllare la fame durante la giornata.

Ancora più forte in questo contesto è l’importanza di tenere nella dispensa cibi di qualità, non raffinati e impoveriti. Anche una veloce lettura alle etichette può scoraggiarci dal riempire il carrello con cibi inutili e, una volta a casa sarà più facile portare salute sulla nostra tavola. Abituiamoci sempre ad abbinare i carboidrati (che saranno sempre integrali) a una porzione proteica e a una ricca porzione di verdura e/o frutta. La distribuzione corretta dei nutrienti al pasto le permetterà un adeguato controllo glicemico. I segnali generati, anche in questo caso, saranno utili per ridurre l’infiammazione e migliorare il rapporto fame-sazietà. Frutta e verdura, fresche e di stagione, non devono mancare quotidianamente e in abbondanza sulla propria tavola. L’abitudine di iniziare il pasto con un pezzetto di frutta e verdura cruda sarà una sana abitudine che gioverà al benessere generale e che spero diventi una ritualità che l’accompagni nel tempo.

Tra gli strumenti a disposizione per contrastare un aumento di peso legato alla ritenzione di liquidi è utile in questa fase prestare particolare attenzione alla quantità di sale. Con questo l’attenzione sarà volta non solo alle quantità che aggiungiamo alle pietanze ma anche a quello che è presente negli alimenti. Sarà ancora più importante preferire cibi freschi e poco trasformati, riducendo invece i salumi e cibi in scatola. Attenzione anche ai prodotti da forno o in sacchetto come crackers, grissini o biscotti che da soli potrebbero già apportare una quota elevata di sale. Se la chiave della gestione alimentare è l’invio di segnali positivi che permettano al suo metabolismo di lavorare al meglio, per affrontare la guarigione e per non accumulare peso, doveroso è considerare il forte segnale che viene generato durante il movimento. Anche per pochi minuti al giorno ma con regolarità, una attività fisica aerobica, come camminare o fare la cyclette, saranno un supporto che gioverà al sistema immunitario e alla sua forma fisica.

Tutte queste indicazioni rispettano un approccio consapevole del potere che quello che noi mangiamo quotidianamente può influire sul nostro stato di salute. Abituarsi a una gestione corretta dei pasti, con attenzione alla qualità dei cibi e alle nostre esigenze metaboliche, è un potente strumento per il nostro benessere di cui dovremmo tenere conto in ogni circostanza.