Pesto e cannella cancerogeni: la macchina del fango sulle vitamine


di Attilio Speciani
07 Febbraio 2012

Il ritmo si sta facendo più incalzante. Gli assalti agli integratori e ai prodotti naturali una volta arrivavano, in modo strategicamente coordinato, circa ogni due anni, Poi ogni anno e mezzo ed ora quasi ogni anno. Questa volta la bufala, architettata giornalisticamente, prevederebbe una grave azione cancerogena di basilico e cannella e altre sostanze naturali, in grado secondo la notizia, di causare pericolose malattie tumorali. Il riferimento scientifico è di quelli catastrofisti: cannella e basilico sarebbero ricchi di sostanze cancerogene e gli integratori che li contengono sono rischiosi.

Nessun riferimento ai recentissimi lavori scientifici che, ad esempio, hanno confermato per la cannella una importante azione di rallentamento dell'Alzheimer e della demenza senile e una forte azione di aiuto al controllo della glicemia e della regolazione dell'insulina, temi sicuramente molto più rilevanti oggi dal punto di vista statistico.

Non si tratta quindi di una notizia, ma di una sua mistificazione, perché nessuno dei giornalisti che per ora l'ha riportata ha analizzato correttamente le fonti e la sostanza di questa fuorviante comunicazione. Ogni bacca che si rispetti, ogni spezia importante emette, appena raccolta o pressata, degli oli essenziali e dei vapori che vanno a diffondersi nell'ambiente. Alcuni di questi vapori, che la pianta usa per difendersi dagli insetti, la abbandonano appena questa inizia a seccarsi. I chiodi di garofano che usiamo per il "vino cotto", la cannella, la noce moscata e anche il basilico contengono sostanze attive che utilizzate in quantità ingente potrebbero (forse) avere qualche azione negativa su alcuni animali da esperimento. In realtà nessuno può parlare di presenza di queste sostanze negli integratori, perché l'estratto titolato di queste piante, usato per la preparazione degli integratori fa riferimento all'estratto secco e non alla sua parte volatile, terpenica, presente talora negli oli essenziali ma non certo negli integratori e nell'uso comune alimentare.

Quello che improvvisamente - con abile strategia di diffusione - è avvenuto, invece, è che questa notizia sta facendo il giro del mondo riferita alla possibile presenza di alchilbenzeni (particolari idrocarburi presenti in piccola quantità negli oli essenziali estratti da alcune di queste piante) negli integratori che contengono cannella, noce moscata e basilico. 

Restiamo fortemente perplessi quando una notizia di questo tipo, sostenuta da una interpretazione fuorviante e forse attentamente studiata di qualche agenzia di stampa, viene diffusa a tutto il mondo scatenando immotivate preoccupazioni, e soprattutto spostando l'attenzione dai moltissimi effetti positivi di queste piante. Le agenzie iniziali riportano che siccome nelle piante ci sono anche gli alchilbenzeni, gli integratori (che non li contengono) possono essere pericolosi. E' come se qualcuno ci dicesse che il pesce è molto pericoloso perché dentro ha le spine. Infatti normalmente per mangiare il pesce ed ottenere i suoi benefici sul sistema cardiovascolare le spine si tolgono senza gravi preoccupazioni, godendosi le preparazioni del piatto da gustare in compagnia.

E' quello che da centinaia di anni fanno i liguri con il pesto e molti paesi nordici con la cannella. Sfruttando delle azioni di tipo digestivo e delle azioni di riequilibrio insulinico. Nel mio caso personale, provenendo da una famiglia con una genetica diabetica, uso da anni un integratore a base di Acido lipoico e cannella mantenendo i miei valori di glicemia in un ottimo range e sfruttando appieno la loro azione antiossidante.

La cannella, in particolare, è ricca di sostanze ad azione regolatrice e gode, nonostante gli articoli costruiti con la macchina del fango che ormai abbiamo imparato a conoscere, di ottime proprietà. Il suo uso è sicuro, sia nelle preparazioni culinarie, sia negli integratori che la contengono e che sono preparati con le attenzioni dovute. 

La presenza di queste aggressioni non fa che richiamare le considerazioni già fatte negli anni passati. Si ha la sensazione che presto ci suggeriranno di evitare il minestrone della nonna oppure carote e zucchine per il loro contenuto vitaminico naturale, lasciando solo a farmaci registrati e alle case farmaceutiche il monopolio della salute, che rimane invece un diritto di tutti anche attraverso l'utilizzo delle sostanze che tradizione e scienza ci hanno insegnato ad apprezzare nel coso di molti anni.