More di gelso per fare il pieno di antiossidanti


di Martina Rossi
19 Giugno 2018

torjrtrx / 123RF Archivio Fotografico

Il gelso è il frutto di una pianta appartenente alla famiglia delle Moracee, originaria della Cina, ma ampiamente coltivata al giorno d'oggi in molti paesi, includendo Asia, Africa, America ed Europa.

Nonostante vi siano molte specie differenti, la coltivazione di questa pianta si è concentrata soprattutto su due varietà, il gelso nero (Morus Nigra L.) e il gelso bianco (Morus Alba L.), che possiamo distinguere agevolmente in base al colore dei loro frutti.

La storia del gelso bianco è da sempre collegata a quella dell'allevamento del baco da seta. La tradizione racconta che l'imperatrice cinese Si Ling Chi notò che alcuni bruchi mangiavano le foglie del gelso bianco prima di tessere il loro bozzolo; per trarre profitto dalla loro seta lucente ordinò di iniziare l'allevamento del baco da seta e con esso del gelso bianco, unica pianta in grado, con le sue foglie, di nutrire questi esigenti bruchi.

I frutti del gelso sono molto succosi e dissetanti, di colori differenti a seconda della varietà.

Le diverse parti dell'albero come le foglie, i frutti, le radici e la corteccia, sono stati utilizzati per molti anni nella Medicina Tradizionale Cinese per trattare diabete, artriti, reumatismi e altri disturbi.

Studi recenti hanno riportato che il contenuto di polifenoli nelle more di gelso supera quello di more, mirtilli, lamponi e fragole, suggerendo che tali frutti possono essere considerati una grande risorsa antiossidante.

I frutti del gelso contengono più proteine rispetto ad altri frutti e includono nove degli amminoacidi essenziali richiesti dall'essere umano.

Il profilo lipidico è costituito da acidi grassi polinsaturi seguiti da quelli monoinsaturi e una minima quota di acidi grassi saturi. L'acido grasso predominante è l'acido linoleico seguito dall'acido palmitico e dall'acido oleico. L'acido linoleico è un acido grasso essenziale in quanto il corpo umano non è in grado di sintetizzarlo.

I frutti sono una ricca risorsa di polifenoli. Tali composti rappresentano una larga famiglia e vengono classificati in base alle loro caratteristiche strutturali. Dei polifenoli fanno parte i flavonoidi, che comprendono le antocianine, i flavanoli o catechine, flavonoli e altri composti. 

Molti studi hanno confermato il ruolo positivo di questi composti nella riduzione del rischio di contrarre cancro, patologie cardiovascolari e neurodegenerative. Il contenuto fenolico varia molto in base alle zone di coltivazione e lo stadio di maturazione esercita una significativa influenza sul contenuto fenolico del frutto del gelso. Tale contenuto aumenta infatti al progredire della maturazione.

Tra i composti fenolici le antocianine rivestono un ruolo chiave nel frutto del gelso oltre ad annoverarsi tra i composti maggiormente presenti. Gli antociani contribuiscono al colore del frutto: colori diversi corrispondono a contenuto di antociani differenti. Le antocianine presenti nelle more di gelso hanno ricevuto particolare attenzione per i loro effetti antitumorali, antiossidanti e antidiabetici.

Nel frutto del gelso inoltre sono presenti livelli elevati di acido ascorbico, oltre a una grande varietà di vitamine, tra cui tiamina, riboflavina, niacina, folati, vitamina A, E e K. Sono inoltre una fonte di carotenoidi, in particolare il beta-carotene ha un contenuto molto maggiore nel gelso rosso rispetto a quello color porpora.

Gli autori di uno studio recente in cui è stato investigato il ruolo antiossidante dei frutti del gelso nei confronti di particolari composti citotossici, hanno riportato che il contenuto di composti fenolici nelle more di gelso supera quello di more, mirtilli, fragole e lamponi, considerando tali frutti una grande risorsa di antiossidanti e spazzini di radicali liberi.

Altri studi hanno dimostrato come le antocianine presenti nei frutti di gelso possano agire da scavenger di radicali liberi e possano inibire l'ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL).

È stato mostrato come modelli animali alimentati con estratto del frutto di gelso hanno subito una riduzione della concentrazione sierica ed epatica dei trigliceridi, colesterolo totale e colesterolo LDL. Gli autori hanno inoltre suggerito che tale effetto ipo-lipidemico sia correlato a un maggior contenuto di fibre nel frutto, ma soprattutto ad un alto contenuto di acido linoleico.

Il ruolo dei frutti del gelso nella riduzione dei livelli di colesterolo è stato sottolineato anche da un altro studio in cui il trattamento con frutti di gelso congelati su 58 pazienti ipercolesterolemici di età compresa tra i 30 e i 60 anni ha ridotto significativamente il livello di colesterolo totale e LDL rispetto a un gruppo di controllo. Tale studio conferma quindi il ruolo positivo del frutto di gelso nel processo di aterosclerosi.

L'analisi della composizione del gelso ha inoltre evidenziato la presenza di una discreta quantità di ferro, rame, manganese e zinco, componenti necessari della Superossido Dismutasi (SOD), un potente enzima antiossidante presente nelle cellule del corpo umano. Oltre a contenere quindi molecole antiossidanti in grado da sole di contrastare i radicali liberi, il gelso contiene anche molecole che coadiuvano i sistemi antiossidanti già presenti nella cellula.

Composti isolati e ottenuti dai frutti del gelso mostrano attività antitumorale tramite differenti vie e evidenziano il ruolo chiave del gelso in questo fenomeno. Alcuni studi hanno infatti dimostrato come l'attività antitumorale dei gelsi sia correlata all'inibizione della migrazione cellulare durante il processo neoplastico.

Il gelso è stato studiato anche per il trattamento di diabete. Studi in vivo e in vitro hanno evidenziato effetti “antidiabetici” in quanto la somministrazione di frutti di gelso per due settimane ha ridotto la glicemia in modelli animali a cui era stata indotta iperglicemia.

Effetti neuroprotettivi sono stati investigati da altri autori dove è stato evidenziato il ruolo preventivo sui sintomi connessi alla patologia del Parkinson. La supplementazione ha potuto migliorare la memoria, incrementare la densità dei neuroni ed è emerso come gli antiossidanti presenti nel frutto agiscano proteggendo i neuroni dalla neurotossicità.

Nonostante gli innumerevoli benefici dei gelsi futuri studi potranno confermare tali proprietà e approfondire gli effetti protettivi del frutto sul corpo umano.

Considerata l'abbondanza con cui questi alberi generosi producono i loro frutti, raccoglierli dagli alberi e gustarseli è la scelta migliore per fare il pieno di tutte queste sostanze, valide alleate della nostra salute.

Giugno è il mese giusto per raccoglierli e preparare gustose marmellate (rigorosamente senza zucchero) oppure per consumarli così come sono freschi e gustosi anche sotto forma di crudo vivo e colorato.