Meditazione e consapevolezza per il benessere: come, quando e perché


di Michela Carola Speciani
23 Novembre 2016

vadymvdrobot / 123RF Archivio Fotografico

Meditare significa staccarsi dalle quotidiane preoccupazioni, per aiutare le reali priorità a trovare il giusto spazio.

È esperienza comune il fatto di trovarsi a vivere con ansia. Si tratta di una sensazione legata strettamente a pensieri riferiti al passato e/o al futuro e da cui è facile staccarsi nel momento in cui ci si trovi strettamente legati all'attimo presente.

La meditazione permette questo: di calarsi consapevolmente nell'attimo presente, riducendo i livelli di ansia e di stress percepito e mettendo nelle condizioni migliori per far fronte alla propria realtà vera (lasciando da parte quella proiettata, nel futuro o nel passato che sia).

Esistono diversi modi per meditare e ciò che ne rende uno migliore di un altro è il fatto di essere il più facilmente praticabile da ciascuno.

La percezione del proprio essere fisico è fondamentale. Ecco che alcune pratiche focalizzate sulla mindfulness (sul sentimento di “assoluta presenza a se stessi”, fondamentale per la meditazione) usano il movimento per aiutare a entrare in contatto con il proprio corpo staccandosi dal resto del mondo.

Osho, ad esempio, suggerisce meditazioni che vedono il saltello associato alla respirazione, per aiutare la presa di consapevolezza.

Nulla vieta, in questo senso di usare come momento di “mindfulness” l'ora (o il tempo che sia) di nuoto o di bicicletta o di corsa, quotidiano.

Il concetto è quello di essere assolutamente calati nel “qui e ora”, perfettamente coscienti della propria fisicità e dei propri “non pensieri”.

L'idea fondamentale alla base della meditazione è infatti proprio quella di defocalizzare il proprio pensiero, facendo concentrare la propria mente su elementi a cui non è solito prestare attenzione, come la posizione del proprio corpo o il proprio respiro.

Così, la mente viene “svuotata” dei pensieri più o meno coscienti che la occupavano (quelli che in genere producono ansia e angoscia), lasciando spazio al benessere.

Metodi di meditazione più “tranquilli” usano semplicemente la respirazione eventualmente aiutata da un mantra (una frase positiva da ripetere mentalmente come ad esempio “io sono ora” o “io amo me”) per staccarsi dai propri pensieri disfunzionali per trovare la propria mindfullness.

Ci si mette seduti (o anche sdraiati) comodi, si chiudono gli occhi e si ci focalizza sul movimento del proprio torace e del proprio addome che si espandono e contraggono e sul percorso che fa l'aria mentre entra ed esce dal nostro apparato respiratorio.

La respirazione (ed eventualmente il mantra che si sia scelto) devono diventare l'unica cosa che occupi la mente.

È naturale che, almeno in fase iniziale i pensieri si affollino anche durante la meditazione. La soluzione in questo senso è facile: li si ascolta e li si lascia passare tornando a focalizzarsi sul proprio respiro.

Dal punto di vista sperimentale, il controllo della propria attenzione, la funzionalità esecutiva, e la consapevolezza quotidiana vengono migliorati dal lavoro di meditazione, così come la compassione funzionale e la gestione dello stress.

Il lavoro di meditazione e di respirazione consapevole è utilissimo per migliorare il senso di benessere complessivo, tanto da essere anche un utile come ausilio terapeutico in chi, ad esempio, soffre di depressione o attacchi di panico.

Quindici minuti quotidiani di respirazione concentrata o di meditazione sono sufficienti a dare ottimi risultati in termini di benessere ma anche tempi minori e meglio inseribili nella quotidianità di ciascuno sono altrettanto funzionali: cinque minuti inseriti una volta al giorno, nel momento che più è congeniale, sono un'ottima idea.

Attenzione: quando si inizia a meditare è naturale trovarsi a pensare “cosa sto facendo?” o “ma servirà a qualcosa?” e “mi sento solo molto stupido/a”. Tranquilli: sono pensieri normalissimi: datevi fede e datela a ciò che state facendo. I risultati saranno arrivati prima che possiate rendervene conto.

Il suggerimento è di darvi almeno un paio di settimane di pratica quotidiana. In questo modo sarete davvero in grado di rendervi conto dei benefici ottenuti.

Una volta imparato come fare, attraverso la pratica, la meditazione è uno strumento che può essere utilizzato praticamente in ogni luogo e momento, quando ci sia la necessità di riportarsi nel presente, lasciando da parte i pensieri che non servono e permettendovi di vivere con la serenità che ciascuno merita da se stesso.