Affrontare la bulimia si può. Cosa la caratterizza e come possiamo intervenire


di Paola Dordoni
05 Maggio 2021

Olga Yastremska / 123RF Archivio Fotografico

Mi sento sbagliata… è tutto inutile… e allora mi abbuffo”. L'abbuffata è il consumo di un numeroso quantitativo di cibo in poco tempo, caratterizzato dalla sensazione di “perdere il controllo”.

Quando questo comportamento si ripete nel tempo (in media almeno una volta alla settimana per tre mesi) possiamo parlare della cosiddetta Bulimia Nervosa (DSM 5). Chi soffre di questo disturbo sperimenta in seguito alle abbuffate un senso di colpa enorme e, come conseguenza, può tendere a compensare ciò che ha fatto tramite, ad esempio, vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o eccessiva attività fisica.

Da una recente meta-analisi emerge che questo disturbo è particolarmente presente nelle donne di giovane età e, ancor più, nei soggetti con una tendenza al perfezionismo (Sherry et al., 2018). Con questo termine intendiamo l'usanza a compiere sforzi eccessivi per raggiungere obiettivi e alti standard, a volte persino al di sopra delle proprie capacità, unito a un continuo senso di insoddisfazione di sé e delle proprie performance.

Le persone con tratti di perfezionismo possono essere piuttosto severe nei confronti di se stesse, spesso inclini a vivere con poca soddisfazione i risultati raggiunti. Il loro amor proprio, solitamente da coltivare, può portare a vivere con difficoltà la concessione di “sgarri”. È possibile, quindi, che donne perfezioniste si abbuffino soprattutto nel momento in cui l'autocritica si fa sentire in tutta la sua prepotenza, infatti, pensieri come “sono una fallita” o “intanto ormai ho sbagliato, fa tutto schifo” possono indurre all'abbuffata di cibo nel vano tentativo di punirsi o di alleviare la sofferenza provocata da questi stessi pensieri.

La buona notizia è che essere dei perfezionisti non è certo una condanna! Non è assolutamente detto che questo porti automaticamente a problemi di comportamento alimentare, come non è una garanzia che chi soffre di Bulimia Nervosa non possa imparare a vivere i propri pensieri in modo diverso, e a coltivare maggiormente l'amore per se stesso.

È bene anche aggiungere che non solo la personalità può influire sulla Bulimia Nervosa. Il contesto sociale in cui siamo inseriti può giocare un ruolo fondamentale nel decorso del disturbo. Infatti, le pressioni legate alla performance e il controllo dell'alimentazione, tipico della società di oggi e delle immagini mediatiche a cui soprattutto i giovani sono sottoposti, possono mantenere ed esacerbare il problema.

Il coinvolgimento, ove possibile, della famiglia nel percorso terapeutico è per questo solitamente utile al fine di un sostegno che sia il più possibile a 360 gradi.

La Bulimia Nervosa è un disturbo complesso, che tocca in modo importante tante aree diverse della salute di chi ne è interessato e coinvolge di conseguenza diversi professionisti nel percorso terapeutico. Il medico, lo psicoterapeuta, il nutrizionista sono figure fondamentali per un percorso che voglia essere il più possibile sicuro, funzionale ed efficace. La presenza di queste tre figure è in genere prerogativa dei Centri che si occupano di questo tipo di disturbo, come ad esempio il Centro Medico SMA.

Affrontare la Bulimia Nervosa si può e, se l'assenza di supporto appropriato può diventare deleteria e avere conseguenze tristemente rilevanti per chi ne soffra, farlo può essere molto più facile del previsto con il sostegno giusto.

 Bibliografia

Sherry, S.B., Kehayes, I.L., Vidovic, V., Smith, M., Saklofske, D.H. (2018). Are perfectionism dimensions risk factors for bulimic symptoms? A meta-analysis of longitudinal studies. Volume 138, Pages 117-125.