Tanta pasta e poca carne: ecco la ricetta per la sindrome metabolica!


di Mattia Cappelletti
25 Gennaio 2018

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La sindrome metabolica è una condizione sempre più comune, caratterizzata da un'alterazione del proprio metabolismo (da cui il nome) in cui si possono osservare una ridotta tolleranza al glucosio (anticamera del diabete), malattie cardiovascolari, accumulo di grasso, steatosi, ipercolesterolemia, che porta nel tempo ad un aumentata mortalità e ad una diminuzione di qualità ed aspettativa di vita.

Un'alimentazione scorretta, unita alla mancanza di attività fisica, sono tra le principali cause di questo fenomeno.

Questi due aspetti si fanno sempre più importanti con l'avanzare dell'età, in quanto un consumo accelerato di massa muscolare ed eventuali altre patologie presenti possono amplificare gli errori che vengono commessi.

Ma quali sono gli errori più comuni riguardo all'alimentazione?

Consumare una dieta povera di proteine o eccessivamente ricca di carboidrati triplica il rischio di sindrome metabolica.

Un recentissimo studio brasiliano, pubblicato a Gennaio 2018, ha analizzato quasi 250 donne oltre i 60 anni, inattive (definito come meno di 1 allenamento a settimana) valutando la composizione corporea, i parametri metabolici e le abitudini alimentari al fine di identificare eventuali differenze tra quelle affette da sindrome metabolica e quelle invece in salute.

Lo studio ha evidenziato chiaramente come, nonostante un consumo calorico e di grassi assolutamente sovrapponibile, chi era affetto da sindrome metabolica era solito mangiare meno proteine e più carboidrati (sì, stesse calorie e stessi grassi totali, avete letto bene).

Si è visto inoltre che il gruppo che consumava giornalmente meno di 0.76 grammi di proteine per kg di peso era generalmente con una maggior obesità centrale (fattore di rischio cardiovascolare) ed una maggior resistenza insulinica (fattore di rischio per lo sviluppo di diabete).

Un maggior consumo di carboidrati invece si associava con minori livelli di colesterolo HDL (il colesterolo “buono”) e maggiori livelli di trigliceridi, entrambi importanti fattori di rischio cardiovascolare.

L'analisi dei dati è chiara e certa: consumare una dieta povera di proteine o eccessivamente ricca di carboidrati triplica il rischio di sindrome metabolica.

Questo studio si aggiunge ai molti già presenti in letteratura e non fa che rafforzare le indicazioni che forniamo da anni per una corretta alimentazione: con il consumo di una giusta quota proteica (che ricordiamo essere di almeno 0.83 g/kg di peso) e di preferire carboidrati integrali e frutta e verdura fresca.

La potenziale eliminazione di zuccheri semplici aiuta nel controllo dell’”eccesso” di carboidrati. La sindrome metabolica inoltre si associa ad uno stato infiammatorio cronico, per questo seguire delle regole alimentari che rispettino il proprio profilo alimentare personale non può che essere un ulteriore aiuto.

I vantaggi di un'alimentazione adeguata possono inoltre essere amplificati dalla giusta attività fisica, che aiuta nella riduzione dell'infiammazione e nella modulazione della propria composizione corporea, oltre che nel miglioramento di molti parametri metabolici.

Bibliografia essenziale