Infiammazione alimentare: perché cambiare cibo ti salva la vita


di Michela Carola Speciani
24 Settembre 2014

Il JAMA, potenza del giornalismo scientifico mondiale, nel suo numero del 17 settembre parla dell'uso del cortisonico accanto al solo broncodilatatore per il trattamento della broncopneumopatia ostruttiva.

Per dirla in modo molto più semplice, alle persone che non riuscivano a respirare perché le piccole vie in cui passa l'aria erano bloccate, oltre che qualcosa che rendesse le vie più agibili in modo diretto, è stato dato l'antinfiammatorio.

Queste persone, confrontate con un gruppo cui veniva dato solo il supporto dilatatorio, sono vissute più a lungo e complessivamente più lontano dagli ospedali.

Il cortisonico usato è un farmaco antiinfiammatorio potentissimo che d'altra parte porta a importanti effetti collaterali tra i quali troviamo in modo particolare ulcera gastrointestinale (gastrite), osteoporosi e disturbi nel controllo della glicemia.

Per fortuna il cortisone è solo uno dei possibili metodi che si possono utilizzare per ridurre l'infiammazione generale e, come nel caso della "broncopneumopatia" di cui sopra, salvare la vita e migliorarla in qualità.

Uno dei mezzi più potenti che abbiamo per agire su questa variabile è il controllo della cosiddetta "infiammazione da cibo". Semplicemente cambiando per alcuni giorni settimanali gli alimenti che si è soliti mangiare, l'infiammazione cala e il risultato di salute cambia notevolmente il benessere del soggetto in questione.

Come si capisce quali alimenti è bene evitare e quali preferire? Si fa per esempio un test come Recaller, che conta specifiche proteine immunitarie (IgG) presenti nel sangue e fornisce risultati interpretati secondo la logica dei grandi gruppi alimentari.

Il risultato del test  definisce un profilo alimentare individuale, indicando esattamente per ogni persona quali sono gli alimenti da evitare in alcuni determinati momenti della settimana per reinserirli gradualmente nei pasti attraverso uno schema di reintroduzione modulata e parziale.

Il fatto di mantenere durante la settimana dei momenti di delicata reintroduzione permette di ridurre l'infiammazione generale da una parte, stimolando dall'altra il sistema immunitario a ricreare tolleranza verso le sostanze verso cui il sistema immunitario sta reagendo.

In questo modo, all'interno della qualità di vita è mantenuta anche la possibilità di una gioiosa socialità, così come quella di un gusto tradizionale a tavola, anche se potenzialmente non tutti i giorni.

Fare una scelta alimentare differente, davanti al frigorifero o agli scaffali del supermercato, alla lunga salva la vita, attraverso vie immunitarie e di controllo dell'alimentazione che spesso erano persino inimmaginabili.

Il Centro Medico SMA, attraverso specifici percorsi terapeutici, si occupa da tempo di inserire questa variabile nella vita delle persone, vedendole nel tempo riprendere in mano le redini della propria vita, e della propria salute, tornando a sentire di avere un ruolo preponderante nel funzionare del proprio organismo e che va oltre l'assunzione farmacologica.