lunedì, 21 febbraio 2011 15:14

Latte

Una reattivià individuale verso il latte deve essere letta come una reazione alle proteine del latte e ai grassi bovini. L’intolleranza biochimica al lattosio presuppone infatti la carenza di un enzima, la lattasi, che scinde gli zuccheri semplici che compongono il lattosio per renderlo digeribile, mentre la reazione immunologica al latte è generale ovvero anche verso le proteine del latte e porta a sintomi molto più generali quali mal di testa o acne, non legati solo alla zona addominale (gonfiori, difficoltà di digestione, ecc.). Il latte privo di lattosio in questo caso non sarà pertanto consentito perché non siamo in presenza di intolleranza al lattosio ma di infiammazione da cibo dovuta al latte in generale.

L'infiammazione da cibo dovuta al latte può anche facilitare l'ingrassamento.

La dieta base riguarda non solo il latte ma anche tutti i suoi derivati. A questo proposito è importante tenere presente che in numerosissime preparazioni dell'industria alimentare il latte è presente sia in quanto tale, sia sotto forma di “siero di latte, lattosio o proteine del latte”; una particolare attenzione va quindi posta alle etichette che recano le diciture “siero di latte”, “lattoalbumina”, “lattoglubulina”, “caseina”, “lattosio” o “proteine del latte o vaccine”.

L'esclusione riguarda inoltre il latte di tutte le specie animali: nel latte animale di qualsiasi tipo infatti c'è una parte terminale della molecola della lattoalbumina che sembra in grado di determinare una reazione crociata nel giro di pochissimo tempo.

Astinenza settimanale utile per tutti

Anche in assenza di una reattività specifica, poiché il latte e i latticini sono (insieme al lievito, al sale e al frumento) tra i componenti alimentari più comuni sulle tavole degli italiani, vale la pena di considerare la possibilità di un giorno settimanale di ”astinenza” per liberare l’organismo da un eventuale sovraccarico, non solo dall’alimento in sé ma anche da molti degli inquinanti che spesso contiene (per esempio gli antibiotici utilizzati nell’allevamento del bestiame)

Elenco dei cibi contenenti latte da evitare a rotazione come da indicazioni ricevute

Latte e suoi derivati: qualsiasi tipo di latte fresco o a lunga conservazione anche se privi di lattosio (tipo accadì), panna, yogurt, burro, qualsiasi tipo di formaggio sia fresco sia stagionato (mozzarella, ricotta e parmigiano compresi) e ogni tipo di latte comunque preparato (in polvere, aromatizzato, maltato, condensato, ecc.).

Prodotti di pasticceria e dolci: biscotti, cioccolato al latte, pasta frolla, merendine, brioches, cialde, miscele per torte, alcuni tipi di crackers, dolciumi in genere, come i gelati, le creme, il caramello, i budini ecc., alcune miscele di fiocchi di cereali o muesli e alcuni pani speciali tipo il pan carré (è bene informarsi direttamente presso il proprio panettiere o leggere attentamente l'etichetta).

Salumi e insaccati: prosciutto cotto, salame, mortadella, salsiccia, wurstel, possono contenere latte per cui verificare sempre l‘etichetta o chiedere al salumiere poiché molti prosciutti cotti sono garantiti come privi di latte alla produzione e in questo caso è possibile utilizzarli.

Prodotti confezionati per l‘infanzia: biscotti, alcune pastine, molti omogeneizzati, liofilizzati, farine lattee.

Prodotti dietetici, iperproteici e vitaminici, e integratori salini per sportivi: molti di questi prodotti sono derivati da proteine del latte (va quindi controllata bene in etichetta l'eventuale presenza di caseinati, siero di latte, lattosio, ecc.).

Numerosi farmaci contengono lattosio tra gli eccipienti: non sempre il lattosio proviene estrattivamente dal latte, e quindi sarà il medico ad indicare la eventuale necessità di cambiare i farmaci utilizzati. Non interrompere eventuali cure in corso; chiedere al proprio medico curante la possibilità eventuale di sostituire il farmaco contenente lattosio con analogo che ne sia privo.

Molti prodotti di cosmesi.

Vale la pena di segnalare che se il latte (soprattutto quello di provenienza biologica) è un alimento molto sano, ricco di nutrienti importanti e ottimamente assimilabile quando non esistano reattività specifiche, per i soggetti con reazione infiammatoria avversa al latte può invece essere fonte di numerosi problemi. Per avere un’idea di quanto spesso fenomeni come colite, stipsi, diarrea e anemia possano essere messi in relazione con questa forma di reattività al cibo si cerchi su questo sito (usando il motore di ricerca) ”latte colite”, ”diarrea stitichezza” oppure ”latte anemia”.

Alternare la presenza di latte sulla tavola non comporta problemi particolari per chi si affetto da osteopenia o osteoporosi poiché numerosi alimenti anche di origine vegetale sono un’ottima fonte di calcio.

 

© Proprietà editoriale di SMA Srl Servizi Medici Associati - Via Vegezio 12, 20149 Milano - Direttore sanitario: Dott. Attilio Speciani, medico chirurgo, specialista in allergologia e immunologia clinica (citazione obbligatoria del copyright in caso di uso o diffusione).

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