Risposta di Francesca Speciani
Cara Francesca, mi sono separata da poco e devo chiudere l’unico conto in banca che avevo, quello in comune con mio marito, per poi riaprirne uno tutto mio. Ma di queste faccende è stato sempre lui ad occuparsi. Già, con tanta fatica e un po’ di ansia, sto facendomi carico di svariate questioni amministrative delle quali prima non avrei mai pensato di riuscire ad occuparmi. Ma la banca è proprio un tabù… ogni volta che chiedo un’informazione mi sento guardata dall’alto in basso. Hai qualche suggerimento per riuscire a essere meno imbranata? Elena
Cara Elena, la banca, per il potere che rappresenta, incute un po’ di soggezione a molti di noi. In particolare a chi di noi non si sente particolarmente al sicuro sul piano economico. Oggi poi non si sente parlare che di ‘governo delle banche’, di ‘economia mondiale in mano alle banche’, e di quanto sia difficile rispetto a un tempo ottenere un mutuo. Come sorprenderci se la soggezione cresce?
Di certo l’istituzione banca gode di numerosi privilegi e protezioni da parte dallo stato. Quindi – in primo luogo – non occorre che la proteggiamo noi. Non diversamente dall’elettricista che ci ripara una presa elettrica o dall’ortolano che ci vende la frutta, o da una qualunque azienda, cerca di ricavare il massimo da ogni singolo cliente. Il punto è che, in questo caso, la merce trattata sono i soldi ma, ogni volta che fai un deposito, sei tu che stai fornendo alla banca capitale a costo zero. E’ il cliente il vero capitale della banca. Cioè persone come te e me.
Prova a chiudere un conto corrente e vedrai che, anche se sei stata in rosso per la maggior parte del tempo, ti faranno ponti d’oro (sotto forma di offerta di miglioramento delle condizioni). Già, perché anche quando siamo in debito stiamo fornendo un introito, sotto forma di interessi. In una situazione di crisi come quella attuale, ogni cliente che se ne va è una perdita secca.
Quindi, abbandona temporaneamente ogni credenza relativa all’istituzione-banca e visualizza con chiarezza il tuo obiettivo: avere un conto corrente versatile, che non costi troppo e ti garantisca una sufficiente sicurezza nei momenti critici (prestiti, fidi…). Poi comincia a ‘fare shopping’, per trovare quella in grado di soddisfare le tue esigenze.
Di seguito, provo a fornirti qualche strategia che potrebbe risultarti utile nella ricerca.
In definitiva, la banca cessa di essere il babau quando cominciamo a considerarla un’azienda come qualunque altra. E quando ci dotiamo delle informazioni necessarie per ottenere ciò che vogliamo e a cui abbiamo diritto.
Ma se anche le strategie che ho tratteggiato ti sembrano inutili, e continui a sentirti imbranata solo all’idea di entrare in banca, fatti accompagnare da un amico o da un’amica più esperti (ai quali puoi anche chiedere, molto prima, un consiglio per orientarti nella scelta). Non c’è niente di male a chiedere aiuto. L’unico svantaggio è quello di sprecare un’occasione per acquisire autonomia e sicurezza, due qualità preziose in molte aree della vita, e particolarmente utili in un momento complesso come quello che stai attraversando.
Counselor

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