L'esercizio è contagioso (e non è solo un modo di dire)!


di Mattia Cappelletti
05 Maggio 2017

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Nell'era dei social network, la diffusione di fitness tracker (dispositivi che monitorano e “tracciano” l'attività fisica di chi li indossa) e la possibilità di condividere i propri traguardi potrebbero influenzare i propri contatti a modificare le proprie abitudini di allenamento.

In un articolo pubblicato sul numero di Aprile 2017 di Nature Communications, un team di esperti ha analizzato i dati condivisi da più di 1 milione di runners per un periodo di oltre 5 anni. 

Questi soggetti hanno corso in totale circa 359 milioni di chilometri, condividendo i propri progressi e formando quasi 3,5 milioni di collegamenti reciproci.

In questa moltitudine di legami i ricercatori ne hanno analizzati circa 2,1 milioni in cui, per posizione geografica, è stato possibile anche associare le condizioni climatiche e così avere un'analisi più accurata.

Analizzando i dati di oltre 1 milione di runners si è visto come condividere un risultato migliore rispetto alla propria media sia in grado di spronare i propri contatti ad impegnarsi di più, creando così un circolo virtuoso.

I risultati di questo studio sono molto interessanti in quanto, partendo da una vastissima base di soggetti, offrono qualche spunto di riflessione sulle dinamiche innescate dai social nell'ambito del fitness, e quindi se siano utili nella promozione di stili di vita salutari.

Si è visto come correre di più (in termini di distanza o durata), oppure correre più velocemente, rispetto alla propria media, spingesse i propri contatti ad impegnarsi di più in quel senso, con un impegno addizionale di circa il 30% di quanto realizzato dal proprio contatto.

Facendo un'analisi per genere si è visto come, in media, gli uomini siano influenzati molto dagli altri uomini ed in minor misura anche dalle donne, mentre le donne siano influenzate solo da altre donne.

Allo stesso modo, valutando invece il grado di allenamento, si è visto come i runner più attivi sono influenzati sia da altri runner “allenati” che da runner meno attivi, mentre la relazione inversa non è emersa.

Una possibile spiegazione di queste dinamiche di genere e di “grado” di allenamento è che sia data dallo spirito di competizione e dalla voglia di miglioramento.

Nel complesso è emerso che avere una rete di contatti con cui condividere i traguardi reciproci aiuta a mantenersi attivi e a migliorare le proprie performance, creando un circolo virtuoso capace di autoalimentarsi.

Alla luce dell'importanza dell'attività fisica nell'incremento e nel mantenimento della propria massa magra, e della rilevanza di questa in termini di controllo dell'infiammazione e del benessere generale, questo utilizzo dei “social” non può che essere il benvenuto.

Ora tutti a fare attività, e poi a condividere il vostro risultato!

Bibliografia essenziale

Aral S, Nicolaides C., Exercise contagion in a global social network. Nat Commun. 2017;8:14753.