Stanchezza


Sinonimi: Astenia, Debolezza, Svogliatezza, Fatica, Spossatezza


di Gabriele Piuri  - Medico Chirurgo

Capita in alcuni periodi dell'anno di sentirsi stanchi e spesso questo sintomo, così come la necessità di un po' di riposo, è perfettamente giustificato se si proviene da periodi particolarmente stressanti o da un intero anno di lavoro incessante.

L'astenia, però, è una situazione che non deve mai essere sottovalutata.

Le cause che portano alla diminuzione della forza e alla stanchezza sono numerose, e possono derivare da molte cause fisiche connesse a malattie (anemia, infezioni croniche, mononucleosi e tante altre), da cause alimentari, da carenze vitaminiche o minerali, da alterazioni della glicemia e della regolazione insulinica, dall'uso di farmaci, da cause psichiche.

Vanno sempre considerati anche fenomeni come la pressione bassa, i disturbi tiroidei, l'ipoglicemia o il diabete, il malassorbimento intestinale (che impedisce l'assorbimento intestinale di alcune sostanze), la celiachia, la colite e molti altri. 

Spesso la stanchezza coinvolge anche la vitalità sessuale.

In genere, quindi, soprattutto se la stanchezza è durevole, è necessario confrontarsi con il proprio medico di fiducia e valutare l'opportunità di fare degli esami di approfondimento.

Una volta inquadrato il problema, esistono numerosi rimedi naturali a supporto e le indicazioni alimentari o comportamentali che possono migliorare nettamente il quadro della stanchezza si dimostrano sempre di aiuto.

 Dieta

L'aumento dell'infiammazione generale dell'organismo è da annoverare a pieno titolo tra le possibile cause di una stanchezza immotivata, e l'infiammazione da cibo è, probabilmente, uno dei meccanismi più comuni alla base di quella che viene definita low grade inflammation

Da che si è capito che l'infiammazione da cibo può alterare il metabolismo su diversi fronti, è evidente il ruolo che può avere nella genesi e nel mantenimento dell'astenia.

Dai dati scientifici raccolti fino ad oggi sappiamo che l'aumento dei livelli di infiammazione dell'organismo che si possono verificare mangiando sistematicamente i cibi verso cui si è più reattivi porta a un aumento della resistenza periferica all'insulina che può portare ad avere meno energie e a un ingrassamento. 

Oltre che sul piano metabolico, un aumento dell'infiammazione da cibo a livello intestinale può portare a quadri di colite che riducono l'assorbimento di minerali e vitamine, contribuendo ad una maggiore affaticabilità.

L'impostazione di una dieta di rotazione settimanale in base al proprio personale profilo alimentare ottenuto tramite test come Recaller e BioMarkers ha come obiettivo il recupero della tolleranza. Nella stessa settimana si prevederanno giorni di dieta in cui evitare gli alimenti risultati positivi al test e giorni di libertà in cui invece reintrodurli, magari in piccole quantità, con uno schema che ricalca in tutto e per tutto lo svezzamento infantile.

Nella mia pratica clinica faccio sempre molta attenzione a fare in modo che la terapia non sia peggiore del male stesso, insegnando ai miei pazienti a gestire in autonomia una corretta impostazione dietetica. 

Nei periodi di maggior impegno, e ancora meglio in previsione di questi, è fondamentale porre maggior attenzione alla propria alimentazione mentre in vacanza, quando si è più rilassati, ci si può concedere con serenità una maggior libertà. 

In caso di stanchezza, la prima colazione deve diventare il pasto più abbondante della giornata in modo da partire con il piede giusto. Di contro, la cena deve essere leggerissima per favorire il corretto riposo notturno.

Sul piano alimentare deve essere posta molta attenzione a tutte quelle condizioni che possono portare a un'ipoglicemia reattiva

Quando una persona fa un pasto di soli carboidrati la glicemia nel sangue aumenta molto rapidamente portando a una massiva liberazione di insulina, che è l'ormone preposto alla controllo della concentrazione di zuccheri nel sangue. Il problema è che l'insulina funziona talmente bene che riduce i livelli della glicemia sotto la norma in una situazione di ipoglicemia reattiva (dovuta appunto alla "reazione" dell'insulina dopo un picco glicemico).

In una situazione come questa mancano le energie e la voglia di fare, si ha meno concentrazione e ci si sente stanchissimi. Oltretutto quando si è in ipoglicemia reattiva l'organismo viene spinto a mangiare per aumentare nuovamente i livelli di zuccheri nel sangue e la maggior parte delle persone istintivamente torna a mangiare solo carboidrati con un altro piccolo glicemico e un'altra ipoglicemia reattiva, in un circolo vizioso che porta a mangiare continuamente e che deve essere ovviamente spezzato.

Per fare questo è importante abbinare a tutti i pasti carboidrati e proteine, utilizzare esclusivamente cereali integrali ed evitare sistematicamente gli zuccheri semplici.

Anche l'attività fisica svolge un ruolo importante per ridurre la resistenza insulinica periferica e dovrebbe diventare parte integrante della proprio quotidianità. Non è necessario correre tutti i giorni la maratona, è sufficiente una passeggiata a passo svelto di 30-40 minuti, una corsa, una nuotata o un giro in bicicletta. L'importante è muoversi tutti i giorni.

 Trattamento

Minerali e vitamine

L'integrazione minerale ha grande importanza nel trattamento della stanchezza. Basti pensare al fatto che una carenza di anche uno solo di minerali come magnesio, ferro, selenio, iodio e manganese a livello alimentare può giustificare l'astenia, senza che si evidenzi una qualsiasi altra causa di stanchezza. Proprio per questo, in una condizione cronica di estrema astenia può essere utile l'effettuazione di un Mineralogramma del capello per valutare lo stato nutrizionale e minerale del singolo individuo.

Anche senza l'effettuazione di un Mineralogramma, prodotti come Oximix Multi+ Complete permettono di integrare con un solo prodotto tutti i minerali indispensabili per mettere l'organismo nelle condizioni migliori per funzionare a partire dal magnesio per poi continuare con ferro, zinco, rame, manganese, selenio, iodio e così via. Si utilizzerà 1 capsula a prima colazione per cicli terapeutici anche prolungati.

Sul fronte dell'integrazione minerale è possibile prendere in considerazione un altro prodotto come Zerotox Inositox, a base di inositolo, zinco e manganese. Lo zinco contribuisce alle normali funzioni cognitive, mentre il manganese è indispensabile per un corretto metabolismo dell'energia nell'organismo. Insieme contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. A questo si abbina l'Inositolo che, grazie al suo ruolo di secondo messaggero, svolge una profonda azione antiastenica su più versanti a partire da un'ottima azione detossificante fino ad arrivare a un'attività di regolazione ormonale e di riduzione della resistenza periferica all'insulina, senza contare il suo ruolo come antidepressivo. Si utilizzerà 1 compressa a prima colazione per cicli terapeutici di circa un mese serenamente ripetibili nel corso dell'anno.

Se la stanchezza è da attribuirsi al caldo e all'abbassamento della pressione arteriosa, è utile intervenire con del cloruro di magnesio da far preparare dal farmacista in soluzione acquosa al 50% e di cui utilizzare 10-20 gocce 2-3 volte nel corso della giornata in mezzo bicchiere d'acqua.

In caso di stanchezza, oltre alla corretta integrazione di minerali, è necessario apportare in modo vitamine del gruppo B, glutammina, fenilalanina e tirosina in modo da garantire all'organismo tutti i micronutrienti indispensabili per resistere alle situazioni di stress stress. Un buon prodotto in tal senso è Zerotox Memo D3, a base di gingko biloba, glicerofosfocolina, glutammina, inositolo, zinco, vitamina D3 e acido folico. Questo prodotto è particolarmente indicato per sostenere la stanchezza degli studenti impegnati negli esami. Si utilizzerà 1 capsula a prima colazione per tutto il periodo di studio.

Agopuntura

Una meta-analisi, pubblicata su BMC Complementary and Alternative Medicine agli inizi del 2017 da un gruppo di ricerca cinese, ha analizzato 31 differenti studi scientifici dimostrando che l'agopuntura è efficace nel trattamento della sindrome da stanchezza cronica (Wang T et al. BMC Complement Altern Med 2017;17(1):163).

Uno dei punti maggiormente impiegati contro la stanchezza è Zusanli (ST36) che è localizzato quattro dita sotto l'interlina articolare del ginocchio e due dita lateralmente alla cresta tibiale e che, secondo la tradizione, stimola potentemente le energie dell'organismo. Oltre che con l'ago, questo punto può essere stimolato anche manualmente. In questo caso deve essere massaggiato vigorosamente più volte nella giornata da entrambi i lati riducendo la frequenza delle stimolazioni in base al miglioramento ottenuto.

Fitoterapia

Eleuterococco e Ginseng (uno più adatto al sesso femminile, il secondo a quello maschile) si possono efficacemente utilizzare come supporto nei momenti di stress. Si potranno utilizzare ad esempio prodotti come Fitoginseng e Fitoeleuterococco al dosaggio di 1 capsula a prima colazione per cicli di circa un mese serenamente ripetibili in occasione di un nuovo periodo di stanchezza.

Per contrastare lo stress molto utile anche la Rodiola per la sua potente azione adattogena che permette di rispondere meglio ai periodi di superlavoro e affaticamento. Si utilizzerà un prodotto come Fitorodiola al dosaggio di 1 capsula a prima colazione e 1 capsula a cena per cicli di circa un mese.

Altro

Nella tradizione medica omeopatica, in caso di stanchezza alcuni medicinali possono essere utilizzati efficacemente in affiancamento a quanto già descritto:

  • Arnica 9 CH: stanchezza dopo sforzo fisico prolungato o inusuale (la camminata domenicale del cittadino).
  • Kalium phosphoricum 30 CH: stanchezza delle persone che studiano o lavorano di "testa", con sonnolenza diurna e spesso insonnia o difficoltà a dormire di notte; la stanchezza migliora muovendosi all'aria aperta.
  • Phosphoricum acidum 30 CH: senso di abbattimento, anche se la voglia di fare rimane ugualmente; spesso motivata da dispiaceri o lutti recenti.
  • Sepia 30 CH: stanchezza fisica associata a scomparsa di qualsiasi desiderio di fare; la routine è diventata insopportabile, e si preferisce stare da soli.

Si utilizzerà il rimedio omeopatico le cui indicazioni descrivono meglio la propria situazione nella misura di 3-4 granuli 2 volte al giorno per un periodo di circa 15 giorni.