I mille usi dell'olio essenziale di menta, anche per l'intestino irritabile


di Michela Carola Speciani
07 Giugno 2013

Oltre che un potente e gradito aroma, l'olio di menta è un potentissimo antispastico che svolge la sua funzione soprattutto a livello del tratto gastroenterico.

Diversi studi hanno dimostrato nel corso degli anni, svariati effetti di tale olio essenziale che si è rivelato non solo miorilassante, ma anche anestetico e analgesico efficace sul sistema nervoso centrale e periferico e immunomodulante.

Tali, sono le caratteristiche che, secondo gli studi, rendono quest'olio eccezionale in diverse forme di disagio, siano esse del tratto respiratorio, di quello gastroenterico o allergico-infiammatorie.

In particolare, le diverse azioni dell'olio di menta lo rendono perfetto per il trattamento di quelli che sono detti i "disagi funzionali" del tratto gastrointestinale, una categoria che comprende i fastidi con significato inspiegabile e diagnosi di esclusione, fino a qualche anno fa: la malattia da reflusso gastroesofageo senza componente acida, la dispepsia senza danno organico evidenziabile e la sindrome dell'intestino irritabile rientrano, ad esempio, in tale categoria.

La maggior parte degli studi condotti su tale potenziale hanno evidenziato, secondo le numerose revisioni di materiale scientifico, un potente effetto di miglioramento e modulazione dei sintomi nei pazienti, in particolare nel caso dei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile, per i quali abbiamo inoltre evidenziato anche l'utilità dell'attività fisica.

Alcuni studi suggeriscono l'utilizzo di capsule di olio di menta. La cosa positiva di tale olio essenziale è che si trova serenamente presente anche nelle foglie della pianta.

Ricette che contengano tali ingredienti sono utilizzabili in maniera occasionale giacché la menta è un ottimo ausilio aromatico in cucina. Tisane della foglia della pianta possono inoltre già di per sé essere efficacemente utili anche in quei casi in cui il disagio, il fastidio o il dolore non siano tanto forti da spingere a prendere contatto con un medico, ma comunque presenti, come spesso accade in questi casi.

Le azioni antimicotiche e antiemetiche, ad esempio nel supporto della chemioterapia e della terapia anticancro stessa, sono state valutate con risultati soddisfacenti.

Evviva la menta dunque, nella tazza di tè delle sere d'estate, nelle zucchine ripiene da gustare in compagnia e, perché no, anche suggerita dal medico.