Sesso e sport: se lo faccio, mi sfaccio?


di Luca Speciani
01 Dicembre 2002

Indagine semiseria sugli effetti positivi o negativi dei rapporti sessuali prima della gara. Miti, leggende e condizionamenti mentali. È possibile un equilibrio tra mente e corpo?

Sesso sì, no, forse...

Uno dei miei migliori risultati ottenuti in maratonina in anni recenti (1h10'43") è maturato il mattino dopo una nottata che definire “riposante” sarebbe eufemistico. Altre volte, pur avendo monasticamente rinunciato a qualunque attività sessuale, ho riportato prestazioni mediocri o prive di acuti. A dimostrazione del fatto che fare o non fare del sesso può essere ininfluente ai fini della prestazione sportiva.

In tutti gli articoli che trattano di questo argomento, di solito, a questo punto si incomincia a distinguere una “sana e tranquilla attività sessuale” da una calda e spossante “noche de fuego” sostenendo che la prima non dà grossi problemi, mentre la seconda può stancare. Di solito si afferma poi che, in fondo, è la sensibilità individuale che conta, e via banalmente con questo genere di scontate ovvietà, condite da qualche intervista a Tizio o Caio.

Al solito, affronterò il problema in modo un po' controcorrente, e per fare questo mi sarà necessario fare un piccolo passo indietro. Avrete la pazienza di seguirmi?

Est modus in rebus

Non di solo corpo siamo fatti, ma neppure di sola mente. Non scandalizzatevi dunque se affermerò che l'influenza positiva o negativa su una prestazione sportiva non dipende dal numero di amplessi o dall'ora in cui abbiamo chiuso le palpebre, quanto piuttosto dal MODO in cui avremo fatto l'amore, tenendo bene a mente che non lo si fa mai da soli, ma (almeno) in due.

Se faremo l'amore in modo completo, istintivo, piacevole e interiormente soddisfacente, la “prestazione” atletica del giorno dopo non potrà che esserne positivamente influenzata. Al contrario un'astinenza sofferta, un antipatico “tenersi lontano” dal proprio partner, o peggio un rapporto solo fisico o di bassissimo livello emotivo, potranno generare solo stanchezza (fisica e/o mentale), insoddisfazione, rancore. Come fare, dunque?

Un “sentire” diverso

Correre “zen” non è stato troppo difficile. Abbiamo dovuto imparare a “sentirci” dentro, a ascoltare la nostra respirazione, a leggere i segnali del nostro corpo. Quando abbiamo cominciato, ci siamo resi conto che qualcosa in noi cambiava. E sconvolgeva le nostre certezze.

“Sentire” in modo diverso i nostri stimoli erotici può non essere altrettanto facile, visto che i rapporti sessuali sono sempre gravati da forti valori simbolici e da intensi coinvolgimenti psichici.

Ognuno di noi intende il rapporto sessuale in modo diverso. Chi cambia amante tutti i mesi, chi ha un paio di “mogli” fisse, chi si dedica ai giochi di coppia, chi bazzica la strada, chi è legato al consorte ma si concede una scappatella ogni tanto, chi è fedele per definizione o per imperativo morale. Non tutti potranno essere in equilibrio durante il rapporto sessuale. C'è un rimedio a questo?

Sinceri e puliti

Il primo punto che possiamo fissare per una serena ed intensa realizzazione sessuale è la sincerità con il partner. Se non si è profondamente sinceri, è difficile instaurare un rapporto vero. Si potranno avere rapporti fisicamente molto appaganti (forse), ma mai del tutto completi. E la separazione di corpo ed anima non tarderà a produrre i suoi frutti velenosi.

Sincerità vuole anche dire fare l’amore solo quando veramente lo si desidera. Molti uomini che si sentono afflitti da problemi saltuari di erezione, non si rendono conto che spesso non esiste alcun problema fisico, ma solo, per così dire, motivazionale.

Se si è stanchi, distratti, lontani dal partner per qualsiasi motivo, nulla di più facile (e giusto) che il pene non collabori. Nessuno riuscirà mai a procurarsi un'erezione dicendo “Forza, sali!” Invece quale risposta il nostro cervello “pensante” elabora dopo il secondo insuccesso? La pillolina simil-viagra, ovvero, come sempre, un rimedio dall'esterno che tamponi la nostra incapacità di essere dentro a ciò che ci piace.

“Esserci” con tutti i sensi

Il secondo consiglio è quello di “esserci” nel momento in cui si sceglie di fare l'amore. Un buon sistema è quello di utilizzare tutti e cinque i sensi di cui disponiamo, fondendoli armoniosamente con le sensazioni mentali che ci avvolgeranno.

L'utilizzo dei cinque sensi per integrare un'esperienza mistica è usato da tutte le religioni. Molti riti fanno uso di incensi e aromi per profumare gli ambienti sacri. Nello stesso tempo il gusto, durante i gesti più simbolici, partecipa al rito con l'ostia consacrata o altri cibi. Canti, mantra, suoni sacri, toccano l'udito dei presenti. Ed anche vista e tatto sono tenuti desti da tele, arazzi, statue, ed abiti talari di ogni foggia e colore, di seta ed altri materiali preziosi.

Allo stesso modo ci si potrà inebriare con gli odori naturali del corpo del partner. Le sensazioni tattili saranno legate allo sfregamento della pelle (seno/petto), delle dita, delle labbra, alle piccole carezze, ai morsi, ai graffi, e a tutto ciò che possa farvi sentire l'altro che vi stringe ed ama.

La potenza dell'udito (anche da solo) vi sarà manifesta se avrete occasione di ascoltare una coppia che si ama rumorosamente al di là di un muro. E non venite a dirmi che gli occhi stupendi della donna che vi ama, sono in alcun modo sostituibili da qualcosa d'altro.

Senza gusto, infine, non è possibile godere di un rapporto veramente intenso. Pensatevi raffreddati, e capirete. La vostra lingua che si nutre degli odori e dei sapori del vostro partner è un elemento indispensabile al pieno godimento di un rapporto completo.

Energia liberata

Se riusciremo ad apprezzare fino in fondo l'amore fatto con tutti i sensi in azione, potremo usufruire di una quantità immensa di energia che si libererà durante il rapporto, e ci lascerà una bellissima sensazione di pienezza anche nelle ore o nei giorni successivi.

Studiosi come Wilhelm Reich o Alexander Lowen hanno messo in evidenza come la sessualità rappresenti un canale di emissione di energia preziosissimo, e come il ristagno e il blocco di quella energia sia alla base di molti disagi e malattie. Scienza e psicanalisi concordano sul fatto che il distacco tra corpo e anima sia foriero di malattia, mentre al contrario il salutare sfogo della propria carica fisica, emotiva, intellettuale non può che portare a salute ed equilibrio.

J. Tolja e F. Speciani in “Pensare col corpo” ipotizzano, con un intelligente paragone informatico, che ogni rapporto sessuale rappresenti un “salvataggio su disco” della situazione psicofisica vissuta al momento. Il livello di rapporto esperito viene quindi ad essere memorizzato a livello fisico e mentale, e può quindi fare molto danno se vissuto superficialmente, o in modo dissociato (solo “ginnastica”). Al contrario un rapporto completo, vissuto in totale armonia istintiva, può nutrire intensamente corpo e mente. E non può che influenzare positivamente l'evento sportivo del giorno dopo, lasciandoci il corpo carico di energie e la mente ricca di stimoli e di bellezza.

Non vi sarà nulla di più dolce e bello, sul rettilineo d'arrivo, che rivivere con la gioia del nuovo risultato ottenuto, i baci e le parole della donna o dell'uomo che ogni giorno ci amano.