Rinite allergica


Sinonimi: Raffreddore da fieno, Pollinosi


di Simona Contestabile  - Allergologa e Immunologa Clinica

La rinite allergica, chiamata anche pollinosi, e fino a qualche anno fa "raffreddore da fieno" (Hay fever in inglese), è il classico mix di raffreddore e di congiuntivite che colpisce nei diversi momenti stagionali le persone che hanno sviluppato una specifica allergia verso qualche polline.

La rinite allergica, chiamata anche pollinosi, e fino a qualche anno fa "raffreddore da fieno" (Hay fever in inglese), è il classico mix di raffreddore e di congiuntivite che colpisce nei diversi momenti stagionali le persone che hanno sviluppato una specifica allergia verso qualche polline.

 Sintomi

La rinite allergica è una malattia di frequente riscontro, e consiste nell'infiammazione della mucosa nasale.

Da un punto di vista clinico si suddividono i pazienti in blocker, in cui prevalgono sintomi di ostruzione nasale, o in sneezer, caratterizzati da starnuti, prurito e rinite acquosa.

La recente scomparsa di una gradualità nelle stagioni, con picchi di pollini a concentrazioni elevate imprevedibili, ha negli ultimi anni cambiato le manifestazioni allergiche, a volte con crisi improvvise di starnuti e lacrimazione, insorte in apparente benessere.

Pur con tutta la variabilità stagionale che ha reso la pollinazione meno certa di un tempo, chi è allergico ai pollini di Betulla ne soffre tra marzo e maggio, chi patisce il Cipresso o il Nocciolo inizia già a gennaio o a febbraio e mediamente chi reagisce alle graminacee sente il fastidio tra la fine di marzo e la fine di giugno, con punte massime tra la metà di aprile e la metà di giugno.

Con un semplice prick test per allergeni inalanti si possono individuare tali sensibilizzazioni.

Ma quando si parla di allergia, è utile associare una serie di strategie volte a ridurre l'iperreattività dell'individuo; oltre alle classiche cause allergologiche non si può non tenere conto delle abitudini di vita, di cause emotive e psicologiche che possono provocare l'insorgenza dei sintomi o un loro peggioramento improvviso.

 Dieta

Gli studi di Brandt sugli animali con allergia alimentare che manifestavano sintomi respiratori da pollini pur non essendone specificamente allergici è stato in un certo senso rivoluzionario. Una persona che starnuta o che tossisce potrebbe risentire di uno stato infiammatorio indotto dal cibo e subire per i pollini o gli acari un effetto simile a quello della "goccia che fa traboccare il vaso".

Pertanto una corretta impostazione dietetica, secondo un profilo alimentare individuale e il test di valutazione delle citochine infiammatorie (come Recaller e BioMarkers) sono molto utili per ridurre l'infiammazione generale dell'organismo ed evitare di superare la propria soglia di reattività.

In molti casi anche la semplice impostazione nutrizionale arriva a ridurre la sintomatologia allergica al punto da non richiedere il supporto di nessun farmaco o rimedio sintomatico. 

 Terapie

L'approccio classico prevede, oltre agli antistaminici che limitano l'istamina (il mediatore che sta alla base dei processi allergici), anche l'impiego di vaccini ad alta dose per i vari allergeni, sia iniettivi che in formulazione sublinguale, che hanno lo scopo di desensibilizzare il paziente o quantomeno di ridurne la sensibilizzazione.

Il ricorso alla integrazione tra differenti modalità terapeutiche è sempre visto come una benefica scelta che tiene da conto tutti gli aspetti della persona.

Se siamo di fronte ad un caso in cui c'è la necessità di usare un alto dosaggio di antistaminico per una intera stagione primaverile, è utile ripensare alla strategia terapeutica, visto che ad esempio gli antistaminici possono indurre un aumento della resistenza insulinica.

Sappiamo invece che l'uso occasionale (o per pochi giorni) di un antistaminico classico aiuta a ridurre i sintomi con effetti immediati e non dannosi.

Infatti ci sono alcune persone che pur avendo impostato le terapie corrette e prendendo gli integratori adeguati (specificati successivamente), in alcuni giorni, ad esempio nelle giornate ventose, hanno comunque bisogno di integrare la terapia assumendo una compressa di Zirtec, di Aerius, di Xyzal, di Kestine o di Pafinur, alcuni tra i più classici antistaminici in uso.

Tra i supporti per la cura integrata della rinite allergica, che agiscono in modo sinergico per ridurre i sintomi e contemporaneamente riequilibrare il sistema immunitario, citiamo i fitoterapici, i minerali e alcuni medicinali omeopatici.

 Fitoterapici

Alcuni fitoterapici specifici, come olio di Perilla e olio di Ribes nero (associati in un prodotto come Ribilla Zerotox), sono dotati di una efficace azione antinfiammatoria, antiallergica e antistaminica.

Trattandosi di una miscela di omega-3 e omega-6 che agiscono sulle membrane cellulari, non si tratta di un semplice controllo sintomatico, ma di una azione profonda di riequilibrio che spesso contribuisce alla guarigione.

Il dosaggio corretto è di due capsule al mattino dal mese precedente la pollinazione, arrivando a 4 o 6 al giorno nelle fasi di maggiore intensità dei sintomi.

Anche per i bambini, dopo i 3 anni, è possibile usare le Perle di olio di Perilla da 500 mg e di olio di Ribes nero da 500 mg, 1 perla di entrambi due volte al giorno, o usare le perle di Ribilla (1 perla due volte al giorno). Ottimo effetto antistaminico hanno anche le gocce di estratti idro enzimatici (E.I.E.) di Ribes nero (ADAMA), prendendone 15 gocce 2 volte al giorno.

Non dobbiamo dimenticare che la curcuma (Curcuma longa) ha una profonda attività antinfiammatoria e antiallergica naturale: prodotti come Fitocurcuma (Solgar), 1 capsula anche due volte al giorno nelle fasi acute, possono alleviare i sintomi nasali ed oculari.

 Minerali

Zinco, Rame e Manganese, in forma altamente assorbibile (come ad esempio in Oximix 3+ Allergo di Driatec, costituito soprattutto da minerali oxiprolinati) sono di grande aiuto per controllare i sintomi del raffreddore da fieno.

In carenza di queste sostanze i sintomi allergici si presentano con intensità crescente.

In genere è sufficiente un dosaggio di una capsula al giorno dal mese prima della comparsa dei sintomi, da mantenere durante la stagione di pollinazione. Per i bambini sopra all'anno di età si può utilizzare lo sciroppo, 2,5 ml di Oximix 3+ Allergo, diluito in acqua (1 o 2 dosi al giorno).

Medicinali naturali

Tra i preparati che nella tradizione della medicina naturale vengono spesso utilizzati per la rinite, segnaliamo in particolare alcuni medicinali omeopatici come Histaminum 9 CH (3-4 granuli 3 volte al giorno), che funziona spesso come un antistaminico, e Allium Cepa 9 CH (3 granuli 4 volte al giorno) che allevia i sintomi allergici.

Oppure un mix come Sinalia (Boiron) di cui prendere 5 granuli 4 volte al giorno, aggiungendo in fase acuta Pollensì (Boiron) 5 granuli ogni mattina.

Specifico per le irritazioni oculari è un prodotto come Euphralia, in forma di collirio, che può essere utilizzato anche più volte al giorno instillando 1-2 gocce in entrambi gli occhi.

Spesso l'impiego efficace di tutte queste sostanze porta la persona a cercare soluzioni più naturali negli anni successivi, segno che il controllo dell'infiammazione generale aiuta nella gestione dei sintomi allergici.

Terapia iposensibilizzante

Quando la rinite allergica è correlata alla particolare stagionalità dei pollini, si suggerisce l'impiego di una terapia iposensibilizzante a bassa dose, che può essere utilizzata con estrema efficacia nel trattamento delle allergie respiratorie: si tratta di uno dei sistemi di terapia più interessanti e innovativi degli ultimi anni.

La somministrazione quotidiana di una bassa dose di allergene respiratorio (attualmente preparate da Anallergo-Italia per gli allergeni respiratori) consente il recupero della tolleranza.

Allo schema di base (il trattamento va iniziato in genere un mese prima della pollinazione) possono essere applicate variazioni legate alla individualità e all'andamento stagionale.

È importante anche consultare il bollettino dei pollini relativo alla regione in cui si abita per avere delle indicazioni settimanali sulla concentrazione dei diversi pollini.

La ricerca ci aiuta, ogni giorno di più, a capire che le allergie non sono solo l'effetto del “polline cattivo”.

Le manifestazioni allergiche sono, come abbiamo visto, l'espressione di uno squilibrio più complesso che coinvolge anche la flora intestinale e il rapporto con il cibo.

Ed è per questo che utilizzare un probiotico come il Lactobacillus Rhamnosus (presente nella preparazione della Antonetto, Inolact infactis) può esser utile come riequilibrante delle allergie respiratorie: due bustine al giorno per gli adulti, lontano dai pasti, per un periodo di 1 mese per poi scendere a 1 bustina al dì per altri 2 mesi.