Ridurre l'infiammazione dopo Carnevale


di Attilio Speciani
19 Febbraio 2015

Siamo nel pieno periodo di Carnevale, che nella maggior parte di Italia è appena finito, mentre qui a Milano finirà questo sabato.

Carnevale è una strana parola che secondo le mie ricerche fu inventata nel Medioevo per indicare il giorno in cui "si leva la carne" (Carnelevare) segnando l'inizio della Quaresima.

Indipendentemente dalle motivazioni religiose, che sono importantissime, periodi come questo sono un momento programmato di depurazione in cui si cambia modo di mangiare.

Lo stesso vale anche ad esempio per il venerdì di magro, il Ramadan e così via. Cambiare modo di mangiare è da sempre un modo per stare bene e ridurre l'infiammazione.

La variabilità alimentare è il presupposto fondamentale per il mantenimento della tolleranza immunologica.

Gli italiani statisticamente sono più reattivi al frumento, al latte e ai lieviti che effettivamente sono la base dell'alimentazione del Bel Paese.

Al posto di "levare la carne" durante la Quaresima sarebbe interessante prevedere almeno un giorno a settimana in cui evitare con attenzione tutti gli alimenti che rientrano nei grandi gruppi alimentari di frumento, latte e lieviti.

Mi permetto una precisazione: variare la propria alimentazione non vuol dire eliminare completamente gli alimenti a cui si è più reattivi, ma al contrario scoprire tutta una serie di cibi che possono sostituirli con gusto.

Attraverso lo studio delle Immunoglobuline G è possibile identificare il proprio profilo alimentare ad esempio tramite un test come Recaller. Queste immunoglobuline sono allo stesso tempo espressione della conoscenza con il cibo, di una reattività alimentare e del recupero della tolleranza.

Proprio per questo i diversi livelli di reattività devono essere valutanti alla luce di tutto il test in modo da dare ad ognuno un risposta davvero personalizzata.