Perdere peso togliendo le bibite dolci: più semplice della palestra


di Redazione Eurosalus
20 Marzo 2006

I ragazzi tra i 13 e i 18 anni sono tra i maggiori consumatori di bibite dolci. L'obesità in questo gruppo di età sta diventando un problema sociale in tutte le nazioni industrializzate.

Un semplice esperimento di sostituzione delle bibite dolci con bibite senza zucchero ha consentito di verificare una significativa perdita di peso, pur in assenza di altri interventi dietetici.

Dobbiamo sempre pensare che l'uso di una bibita dolcificata immette nel giro di pochi minuti una quantità di circa 30 grammi di zucchero nell'organismo. La velocità di assorbimento è enorme, e l'effetto dovuto all'incremento dell'insulina è devastante.

L'insulina fa il suo lavoro egregiamente: cerca di eliminare dal circolo una quantità di zucchero enorme, cui l'organismo non è abituato, ma per farlo trasforma lo zucchero in grasso, e fa calare la glicemia, determinando un senso di fame e di ricerca di altri carboidrati importantissimo.Si viene a creare un circolo vizioso che difficilmente si interrompe senza un cambio di comportamenti preciso.

Per contrastare questi effetti è necessario attivare il metabolismo ridistribuendo i pasti nella giornata; mantenere una azione di controllo alimentare aumentando la quantità di fibra, incrementando le proteine e evitando la assunzione di calorie vuote come quelle delle bibite.

Una fetta di torta fatta con frumento integrale e miele ha una azione sull'insulina ridottissima (a parità di calorie introdotte) mentre un bicchiere di una bibita dolce ha sull'insulina una azione potente.

Lo studio di riferimento, pubblicato su Pediatrics (Ebbeling CB, et al. Pediatrics 2006 Mar;117(3):673-80), ha potuto verificare una perdita di peso significativa nei ragazzi sovrappeso che per 25 settimane hanno semplicemente cambiato il tipo di bibita usata.

Questo significa che con un minimo di intervento comportamentale, e con una vera educazione alimentare i risultati sul peso e sulla obesità potrebbero davvero essere importanti e durevoli.