Calcitonina: dopo anni di spinta commerciale scopriamo che fa male


di Attilio Speciani
28 Settembre 2012

Per anni i medici italiani hanno prescritto calcitonina per il trattameto dell'osteoporosi. Ci fu un momento, nei primi anni 80, in cui il consumo annuale di calcitonina italiano (interamente mutuabile nonostante l'elevatissimo costo) superava di svariate volte quello di Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna messi insieme.  

L'Italia cioè, paese del sole e del pesce, ricca di Vitamina D3, consumava un multiplo della calcitonina prescritta a 300 milioni di abitanti. Evidentemente c'era qualche cosa di scorretto.

Come sappiamo l'osteoporosi è un tema delicato. Nel mio libro "Osteoporosi, meglio rigidi o flessibili" indico con mio fratello Luca una serie di soluzioni naturali al problema, ma soprattutto evidenzio con drammaticità il fatto che oggi la diagnosi di osteoporosi è fatta confrontando il valore di donne di 60-80 anni con quello del "giovane paracadutista maschio sano di anni 20".

Quando spiego questo fatto alle spaventate signore che sto visitando restano perplesse, poi faccio loro vedere la MOC e le aiuto a comprendere che nella maggior parte dei casi la loro densità ossea è perfettamente normale, mentre il motivo della induzione di spavento è legato alla somministrazione di farmaci in quel caso inutili.

Quando è arrivata la notizia ufficiale dei possibili danni dovuti alla calcitonina e delle indicazioni di cautela nel suo uso (come nella lettera recentemente inviata dagli Ordini dei Medici a tutti gli iscritti) e sono comparsi altri precisi lavori scientifici che ne spiegavano le cause, non ho potuto che provare dolore.

La struttura medica e farmaceutica attuale, mentre annovera successi potenti in alcuni campi, in molte altre situazioni vive attraverso mezzucci da "azzeccagarbugli" che coinvolgono la salute di milioni di persone come se la vita fosse un bene solo commerciale.

Quindi attenti: da ora sappiamo che la calcitonina di cui le italiane e gli italiani si sono rimpinzati per anni a spese dello Stato è potenzialmente dannosa e può indurre forme tumorali. Poniamoci la stessa domanda per gli altri farmaci come alendronati e bisfosfonati. Stiamo scoprendo danni tumorali da prottettori gastrici proprio in questi mesi. Forse quindi è bene fermarsi a riflettere.

Facendo un paradosso, credo che quando un farmaco, qualunque esso sia, diventa "troppo" business, dovrebbe esistere una legge che ne impedisce l'espansione di vendita oltre un certo limite. La nostra storia è piena di farmaci usati per patologie inventate o "montate" che alla fine si rivelano dannosi, e per i cui danni nessuno risponde. 

Ogni medico deve porsi con criticità di fronte a questi tipi di prescrizione e ricordare che troppo spesso, in campo sanitario, la storia è maestra di vita e che si ripete sempre uguale, e che le sottili modalità del marketing sono più persuasive delle valutazioni cliniche.