Idrocolonterapia e intolleranze alimentari


di Attilio Speciani
29 Gennaio 2006

Riceviamo molte domande a proposito della idrocolonterapia. Si tratta di una tecnica che prevede un lavaggio meccanico del colon, attraverso la immissione di acqua e la sua eliminazione insieme ai residui tolti dalle pareti del colon.

Il lavaggio profondo del colon può avere effetti ambivalenti.

Da un lato infatti si tratta infatti di una pratica di disintossicazione, e il lavaggio meccanico sembra riportare alla mente la nefasta moda delle “purghe” attuate per allontanare le sostanze “cattive”; in questo senso talvolta questo lavaggio facilita infatti la guarigione di patologie sostenute dalla presenza di sostanze tossiche a livello intestinale.

In contrasto però, questo tipo di trattamento non è stato ancora codificato e i risultati dipendono dalla frequenza e dalla intensità di utilizzazione di questa tecnica: infatti a fronte di effetti positivi iniziali, spesso nascono poi effetti secondari indesiderati che possono somigliare ai disturbi precedenti.

Per capire: su Eurosalus trovate quasi in ogni pagina un richiamo all'importanza dell'equilibrio intestinale, ma se una persona ripulisce il colon una o più volte, toglie solo gli effetti terminali della alimentazione recente, e non cambia nulla delle consuetudini che portano l'intestino ad essere sofferente.

Se le abitudini restano identiche, nel volgere di pochi giorni i sintomi precedenti torneranno a ripresentarsi nello stesso modo. Con qualche aggiunta indesiderata che è meglio conoscere.

L'idrocolonterapia può infatti arrivare a lasciare temporaneamente sguarnita la mucosa intestinale dalle sue naturali difese immunitarie, come dopo una gastroenterite o in modo simile agli antibiotici, e riproporre quindi le stesse problematiche.

Serve quindi sempre cautela e attenzione clinica nella sua utilizzazione. È importante riflettere sul fatto che prima della idrocolonterapia, anche quando la si effettua, è indispensabile potere capire a monte la eventuale presenza di reattività alimentari per potere modificare le abitudini che determinano sull'organismo un possibile effetto di infiammazione.