Diagnosi clinica della anisakiasi e delle parassitosi


di Attilio Speciani
18 Novembre 2001

Il problema della diagnosi di una infezione da Anisakis non è semplice, come non lo è di fatto la diagnosi di certezza di molte altre parassitosi intestinali.

Il Journal of Allergy and Clinical Immunology, nell'articolo da noi riportato a proposito della Anisakiasi, segnala come procedura di identificazione (una volta sospettato il problema) la gastroscopia con fibra ottica, che consente la identificazione visiva in molti casi del parassita stesso.

Nel lavoro invece pubblicato su Allergy, viene segnalata una doppia procedura, consistente in una fibroscopia (identica a prima) e in un test ELISA di identificazione di reazione (si tratta di un antigen-capture ELISA) che valuta sia la sensibilizzazione IgE sia quella IgG1.

Nella pratica clinica comunque, i segnali clinici di parassitosi sono per noi dei segni di interpretazione indiretta, di tipo clinico ed ematologico, che potremmo identificare tra i seguenti:

  • comparsa di sintomatologia allergologica di natura varia
  • eosinofilia anche modesta (superiore a 3%)
  • dermografismo cutaneo
  • spesso calo relativo di C3 e C4 (nel loro quintile inferiore)

In genere la presenza di questi segni indiretti giustifica un trattamento antiparassitario anche in assenza di un rilievo positivo all'esame parassitologico delle feci.