Allergia ai gatti: come intervenire omeopaticamente?


di Gabriele Piuri - Medico Chirurgo
20 Febbraio 2011

DOMANDA

Ciao, ho 23 anni, dall'età di 4 anni ho sviluppato una forma asmatica allergica causata da un gatto. Sono stata ricoverata per arresto respiratorio e ora devo stare attenta ad avere un gatto vicino perche? rischio la vita. Vorrei avere notizie sul vaccino a bassa dose e se nel mio caso puo? essere efficace. Aspettando vostre notizie vi ringrazio. Distinti saluti.

RISPOSTA

Gentilissima Lettrice,

partiamo dal presupposto che tutti nasciamo allergici e intolleranti a tutto e che con lo svezzamento e il contatto con il mondo esterno si impara a controllare la reattività immunologica.

Molte persone (e purtroppo molti allergologi) pensano all'ambiente esterno come causa delle allergie demonizzando questo e quell'antigene. Banalmente nella sua lettera si riferisce alla forma asmatica allergica come causata dal gatto e non come mancanza di regolazione nella sua risposta immunitaria.

Da quanto detto, si comprende come secondo la nostra logica (ormai sempre maggiormente supportata da lavori scientifici in ambito internazionale), l'obiettivo di una terapia antiallergica deve essere il recupero della tolleranza immunologica.

Prima di procedere è importante comprendere con maggiore attenzione il quadro generale. Ad esempio è fondamentale capire se in tutti questi anni non ci siano mai stati contatti (seppur minimi) con gatti e con peli di gatto. Questo permette di valutare empiricamente il livello di reattività.

A livello di esami di laboratorio è fondamentale valutare il titolo delle IgE totali e delle IgE specifiche nei confronti degli antigeni del gatto. Le IgE (immunoglobuline di tipo E) sono gli anticorpi responsabili delle manifestazioni allergiche immediate e più esplosive e la loro valutazione è importante per comprendere indirettamente il rischio di contatto con un gatto. Queste valutazione devono essere affidate a un medico esperto che sappia integrarle con attenzione nel quadro sintomatologico generale

Una volta compresa la situazione complessiva, si procederà ricercando le eventuali allergie alimentari ritardate (intolleranze alimentari) impostando una dieta di rotazione settimanale di stimolo al recupero della tolleranza.

La reattività immunologica dipende dal livello generale di infiammazione di un organismo e con la giusta impostazione alimentare è possibile ridurre nettamente l'infiammazione allontanando l'organismo dal livello di soglia superato il quale si hanno manifestazioni sintomatiche. L'importanza di una dieta di rotazione risiede anche nel fatto che il sistema immunitario ragiona come un organo unico e uno stimolo tollerogeno ha riflessi positivi su ogni tipo di reattività.

In relazione al quadro generale sarà poi possibile identificare la concentrazione di pelo di gatto più efficace come vaccino iposensibilizzante a bassa dose. Quando il sistema immunitario è messo di fronte a una minima dose di antigene risponde sviluppando tolleranza e impara a convive con questo antigene. Questo percorso richiede del tempo (si pensi alla svezzamento che dura in media 1 anno e mezzo) ma è spesso possibile rieducare il sistema immunitario modulando efficacemente la risposta allergica.

In un'ottica più generale è utile sapere come alcuni oligoelementi (rame, manganese e zinco ad esempio) svolgano una buonissima azione di stimolo alla tolleranza. Si utilizzerà ad esempio un misurino al giorno di Oximix 3+ per accompagnare tutto il periodo necessario al recupero della tolleranza immunologica.