Afte


Sinonimi: Stomatite, Aftosi, Sindrome di Behcet


di Michela Carola Speciani  - Medico Chirurgo

L'afta è una erosione o ulcerazione tipica delle mucose (che sono zone di epitelio più sottile e meno cheratinizzato) che può essere singola o multipla e più o meno grande.

Il disturbo che vede la comparsa di afte è chiamato aftosi o stomatite aftosa. In particolare risulta solitamente coinvolta la bocca con lesioni che possono comparire sulle gengive, sopra o sotto la lingua, sul palato, sulle labbra o in prossimità delle tonsille.

Molto meno frequenti, e connessi con deficit immunologici o patologie particolari sono le afte che si trovano a livello oculare, genitale e nasale. 

Il disturbo è molto diffuso, tanto che si stima che la probabilità in tutta la vita di una forma recidivante (che ricompare) di aftosi sia del 46-69% negli Stati Uniti d'America e del 36-37% in Europa.

Una forma particolare di aftosi è la Sindrome di Behcet, che si caratterizza per un particolare coinvolgimento oculare e/o genitale e per l'associazione con una particolare infiammazione dei vasi (vasculite). 

 Sintomi

Le lesioni possono essere di dimensione molto variabile (da uno o pochi millimetri a più centimetri di diametro) e sono generalmente molto fastidiose, soprattutto al momento dei pasti.

Le lesioni più piccole si rimarginano entro 7-14 giorni senza lasciare traccia di sé, mentre le lesioni più grosse, tipiche di un disturbo più grave, possono impiegare anche dei mesi a ripararsi completamente e guariscono lasciando generalmente una cicatrice.

L'afta è talvolta correlata con particolari disturbi gastrointestinali, tra cui la sensibilità al glutine, la celiachia e malattie infiammatorie croniche intestinali, come il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa.

Nella maggior parte dei casi, comunque, l'afta rappresenta un fastidio a sé stante. 

 Cause

Le lesioni aftose sono spesso il sintomo di un disagio infiammatorio di base. Di frequente, alcuni alimenti specifici (che di solito variano da persona a persona) sono identificati come causa diretta del disturbo: l'afta ricorre ad esempio quando si mangia il cioccolato piuttosto che il kiwi.

Talvolta, l'afta giunge come esito di un trauma locale, come il morso della guancia interna o della lingua, l'essersi fatti male con un pezzo di cibo o un'ustione.

È tipico che le persone soggette tendano a soffrire del disturbo in maniera particolare in periodi di stress più importante, come ad esempio nel bambino preoccupato per la pagella.

Il ruolo di una possibile alterazione della flora intestinale di chi soffre di questo disturbo è ad oggi oggetto di dibattito, ma sembra probabile.

Ferro, acido folico, vitamine B6 e B12 e vitamina D, d'altra parte, si sono evidenziate essere più carenti in chi soffre di afte rispetto che nel resto della popolazione.

Le scelte nutrizionali di ciascuno occupano di fatto un ruolo di rilievo nella comparsa e recidiva della stomatite aftosa.

 Trattamento

Il controllo dell'infiammazione generalizzata ha un ruolo essenziale nella riduzione e nel trattamento efficace del disturbo. Spesso viene suggerito l'utilizzo locale di cortisonici e immunomodulanti.

La riduzione dell'infiammazione in tavola è altrettanto efficace, tanto più se associata alla corretta integrazione vitaminica e in sali minerali e al giusto supporto per gestire lo stress in maniera ottimale.

Lo schema preferito

Lo schema di trattamento preferito vede sicuramente l'esecuzione di un test come Recaller o BioMarkers che consente la definizione del profilo alimentare personale, punto di partenza per l'impostazione di una dieta di rotazione alimentare volta a ridurre l'infiammazione generalizzata e, di conseguenza, la comparsa di afte. 

Il consumo di frutta e verdura cruda, con particolare riferimento ai vegetali verdi a foglia larga (particolarmente ricchi di acido folico) è importante, così come l'utilizzo di cereali integrali e leguminose (che contengono minerali in abbondanza e sono ricchi di vitamina B6). 

La supplementazione di Vitamina D può essere altrettanto utile, soprattuto in caso di carente esposizione solare (come accade di solito nel periodo invernale). La dose che è di solito utilizzata come prevenzione di carenza è di 800-1000 UI al dì.

Va comunque tenuta in considerazione la possibile presenza di maldigestione o malassorbimento, in caso di carenze multiple che si riscontrano nonostante l'adeguata supplementazione o assunzione.

L'uso di una giusta attività fisica, così come una corretta nutrizione durante tutta la giornata (a partire dalla prima colazione) e momenti di respirazione consapevole o meditazione possono essere infine di utile supporto per ridurre l'infiammazione generalizzata e migliorare per ciascuno la gestione dello stress che può a sua volta stimolare la comparsa di afte.

L'uso della fibra contenuta in frutta e verdura, nelle leguminose e nei cereali e nelle farine integrali è utile al riequilibrio della flora intestinale probabilmente alterata e probiotici specifici come il Lactobacillus rhamnosus possono avere una utilità particolare, da usare ciclicamente. 

Questo percorso è utilizzato con soddisfazione presso lo Studio Medico SMA di Milano.

 Altro

La Quercetina, un bioflavonoide presente in modo abbondante in natura e particolarmente concentrato negli estratti di ippocastano, ginkgo biloba, calendula e camomilla, è risultato utile nel ridurre la durata dell’ulcerazione e ridurre le recidive. Può essere assunto per bocca o applicata localmente.

L'assunzione di 2 grammi di vitamina C al giorno si è dimostrata efficace nel ridurre la comparsa delle afte nell'adolescente e il dolore in caso di recidiva.

Sciacqui fatti con il bicarbonato di sodio possono essere di supporto nella riparazione tissutale e nella guarigione della lesione già comparsa. Si mescola in questo caso un cucchiaino di bicarbonato di sodio in un po' d'acqua, da tenere in bocca per 5 minuti circa (e poi sputare), una o due volte al giorno, fino a guarigione della lesione. 

Attenzione inoltre in caso di assenza totale di prodotti di origine animale nella dieta: tra le cause di aftosi potrebbe esserci una carenza di vitamina B12, assente negli alimenti di origine vegetale.