Le afte in bocca mi tormentano: che rimedi naturali suggerite?


di Luca Avoledo - Naturopata
07 Maggio 2012

DOMANDA

Buongiorno. Sono una signora di 60 anni e da circa 4 soffro di afte in bocca ricorrenti. Non passano più di 15 giorni senza che ne abbia una, poi diventano due, tre ecc. Mi vengono all'interno delle guance, sulla lingua (le più dolorose), sulle gengive. Nessuno finora è riuscito ad aiutarmi, lasciando perdere il medico di famiglia che ha liquidato la cosa dicendo "patimento"... Ma patimento di che, quale vitamina o quale minerale mi manca? Non mi ha risposto. Un medico ayurvedico mi ha detto essere un problema di stomaco, ma la sua cura non ha dato risultati. Dovrò convivere fino alla morte con questo fastidio? Lo so che non è una cosa grave, però è molto fastidiosa. Grazie se sarete in grado di aiutarmi. Laura.

RISPOSTA

Gentilissima Laura,

comprendo benissimo il suo disappunto: è vero che la stomatite aftosa ricorrente non è un disturbo grave, ma è sicuramente uno dei più dolorosi tra quelli che interessano la bocca.

Le caratteristiche ulcere bianco-giallastre con bordo rosso che si sviluppano nella mucosa orale provocano una sensazione di forte bruciore, soprattutto al contatto (tra cui quello dei cibi). Se poi le afte sono multiple e si presentano ripetutamente, diventa facile immaginare anche per quei pochi che non ne abbiano mai avuta una il notevole fastidio che questo problema, solo in apparenza banale, è in grado di provocare.

Non sarò quindi certo io a "liquidare la cosa". Anzi, le segnalo che spesso il trattamento risolutivo delle afte esiste ed è semplicissimo: basta cambiare temporaneamente alimentazione. Sì, perché le afte ricorrenti sono un segno tipico, per non dire inequivocabile, dell'esistenza di un'infiammazione da cibo sostenuta da una o più categoria di alimenti. È quindi in genere sufficiente sottoporsi a un test per le intolleranze alimentari, allo scopo di scoprire di quali cibi si tratti, e correggere l'alimentazione di conseguenza.

Non si tratta di eliminare dalla dieta quotidiana gli alimenti risultati positivi, ma solo di assumerli in momenti predeterminati della settimana e, nel tempo e sotto il controllo di un esperto, sempre più di frequente. In questo modo, si ritorna a mangiare liberamente di tutto entro qualche mese, ma senza che si manifestino i disturbi - o comunque, se ancora presenti, decisamente ridotti in durata e intensità -, che si tratti di afte, problematiche intestinali, mal di testa, orticaria o quant'altro possa essere giustificato da un'infiammazione da cibo.

Nei rari casi in cui una corretta gestione delle intolleranze alimentari non sia sufficiente per risolvere una stomatite aftosa, sarà allora opportuno valutare anche le condizioni del tratto gastroenterico e, nel caso, ristabilire la salute dell'intestino con uno specifico trattamento naturopatico, senza dimenticare di "dare un'occhiata" anche allo stato di benessere del fegato.

In alcuni soggetti, le afte potrebbero anche essere la spia di una carenza di alcuni micronutrienti, quali il ferro e le vitamine del gruppo B.

Oltre a quanto sopra descritto, che rappresenta il trattamento causalista, in grado di agire all'origine del problema, nell'ottica propria della naturopatia, è possibile intervenire con gli opportuni rimedi naturali anche in maniera più "sintomatica", nel fatto acuto.

Il più semplice ed economico consiste nel tenere una normalissima bustina di tè premuta sull'afta per una decina di minuti. La ricchezza in tannini del tè aiuta infatti a cicatrizzare le ulcere della mucosa buccale.

Valido cicatrizzante nonché antinfiammatorio è il silicio organico in forma liquida, con cui si possono fare sciacqui orali 2-3 volte al giorno.

In ambito erboristico, con la stessa modalità può anche essere utilizzato un macerato a freddo di malva o altea, piante ricche di mucillagini, dall'efficace azione antinfiammatoria ed emolliente (abbiamo realizzato anche un video che spiega come si prepara un macerato a freddo), nonché la propoli, rimedio che abbiamo diffusamente illustrato in un articolo sulle malattie da raffreddamento; in chiave oligoterapica si usa invece l'oligoelemento rame, di cui si assumono una o più dosi al giorno.

Come vede, ci sono ancora molte strade da percorrere prima di lasciar perdere e, per dirla con un aforisma che ben si applica a tanti aspetti della vita, è sempre troppo presto per rinunciare.