Acidità di stomaco e reflusso: che ruolo hanno le intolleranze alimentari?


di Gabriele Piuri - Medico Chirurgo
13 Febbraio 2011

DOMANDA

Il mio fidanzato ha 38 anni e già da diversi anni soffre di reflusso gastroesofageo, gas intestinali e dell'apparato digerente che gli creano gonfiore di stomaco, dolori, forte nausea e spesso anche forti mal di testa. Nel 2003 gli è stata anche trovata un'ernia iatale, anche se di piccole dimensioni. Tutti questi disturbi si sono accentuati e fatti più frequenti negli ultimi due anni. Si è già sottoposto a diverse visite ed esami (gastroscopia, colonscopia, ecografia a tutti gli organi dell'apparato digerente, analisi feci e sangue), ma sembra che a livello organico non ci sia nulla, infatti i medici attribuiscono il tutto quasi esclusivamente allo stress (è ingegnere e svolge la libera professione). Per questi problemi nel tempo gli sono state somministrate diverse cure, tra cui ad esempio il Debrum per il dolore al colon e lo Xanax per il rilassamento, ma il tutto con scarsi risultati. Sta anche effettuando da diversi mesi sedute di training autogeno, anche questo con scarsi risultati. Inoltre nessuno gli ha dato consigli utili e concreti riguardo all'alimentazione, ma io nella mia ignoranza sono convinta che tanto dipenda anche da questa.

RISPOSTA

Gentilissima Lettrice,

siamo perfettamente concordi con te nell'affermare l'importanza dell'alimentazione nella gestione di problematiche come quelle descritte.

Nella nostra pratica clinica siamo ormai convinti di come sintomi che vanno dal reflusso gastroesofageo, al meteorismo fino ai forti mal di testa siano espressione di uno stato infiammatorio alterato.

Proprio per questo il controllo dell'infiammazione riveste un ruolo di grande rilievo. In uno studio condotto in California nel 2007 si è verificato come il reflusso gastroesofageo sia connesso nei giovani con la presenza di eosinofili subito sotto la mucosa dello stomaco e dell'esofago.

Gli eosinofili sono le cellule del sistema immunitario responsabili delle allergie. Questo riflette le nuove prospettive nel trattamento di questo sintomo tanto frequente per il quale si dà sempre maggior peso al controllo della componente allergica.

Una dieta basata sul profilo alimentare individuale spesso consente di rieducare il sistema immunitario verso la tolleranza, riducendo la risposta degli eosinofili e quindi l'infiammazione locale. In molti casi un tessuto infiammato è un tessuto che lavora male e non riesce a svolgere appieno la sua funzione.

Il riequilibrio dell'alimentazione porterà probabilmente anche al miglioramento del gonfiore addominale e del mal di testa, anch'essi connessi con il superamento del livello di soglia. La ripetizione continua a sistematica di uno stimolo alimentare infiammatorio determina, dopo qualche giorno, l'aumento dei livelli generali di infiammazione fino al superamento del livello di soglia e quindi alla comparsa della sintomatologia.

Se è vero che l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel trattamento del reflusso gastroesofageo, è altrettanto vero che deve essere in tuo fidanzato a decidere se modificare la propria alimentazione e lo stile di vita. Per un ingegnere è fondamentale vedere un vantaggio che giustifichi il cambio delle abitudini di vita. In molti casi una alimentazione corretta permette di migliorare nettamente anche la resa sul lavoro, migliorando reattività e capacità di concentrazione.

Dopo essersi accorto che controllando alcune abitudini è possibile ridurre il reflusso gastroesofageo, diminuire la frequenza dei mal di testa e minimizzare il disconfort intestinale arriverà a utilizzare la dieta in un'ottica imprenditoriale, e la mattina, oltre a decidere come vestirsi deciderà come mangiare in relazione a ciò che desidera fare.