Intolleranza al lattosio e allergia alle proteine del latte: due realtà diverse


di Attilio Speciani
01 Luglio 2013

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In questa stagione è più frequente la comparsa di colite e sono sicuramente più evidenti alcune manifestazioni della sindrome del colon irritabile.

La colpa viene spesso data all'aria condizionata, alla maggior quantità di frutta e ai latticini.

I riferimenti alla reazione alle proteine del latte o alla intolleranza al lattosio sono un comune argomento di discussione, anche se spesso i termini, le cause e le terapie di queste due situazioni sono facilmente confusi. 

L'intolleranza al lattosio è un problema che non riguarda il sistema immunitario. Dipende dalla incapacità del sistema digerente di digerire completamente il lattosio e di trasformarlo in uno zucchero semplice. L'unico effetto che può dare è quello della diarrea e del mal di pancia, e dipende dalla dose che si assume.

Mangiando poco lattosio non succede assolutamente nulla: per avere una reazione reale è necessario mangiarne in buona quantità. Persone che dicono di avere diarree per il semplice contatto con una goccia di latte non devono indagare la intolleranza al lattosio, ma una possibile infiammazione da cibo dovuta alle proteine del latte vaccino.

L'allergia alle proteine del latte (dipendente dalle IgE) e la reazione infiammatoria al latte invece, dipendono da una reazione del sistema immunitario e possono causare sia una reazione allergica (nel caso delle IgE) sia tutti i sintomi della infiammazione da cibo, che vanno dal meteorismo all'emicrania, dall'artrite al reflusso, dalla diarrea alla dermatite. Si tratta di una reazione che non dipende dalla dose introdotta nell'organismo. Possono bastare piccole quantità per scatenare la reazione.

Il vero problema nasce dalla terminologia utilizzata. Per anni la gente ha chiamato "intolleranze alimentari" i fenomeni infiammatori da cibo dovuti ad una reazione immunologica ritardata, e infatti per una condizione come la "Gluten sensitivity" si usa ancora oggi la definizione di "intolleranza al glutine non celiaca".

Per questo il termine di "intolleranza" resta comunque legato, nella memoria, alla reazione immunitaria che genera infiammazione da cibo.

Il termine di "intolleranza al lattosio", invece, fa riferimento solo all'aspetto digestivo di uno zucchero e non coinvolge minimamente la reazione immunitaria o infiammatoria. Così la confusione è totale e spesso molte persone che ruotano intorno al mondo sanitario, sono incerti sul significato e sulle implicazioni delle diverse terminologie.

Un intollerante al lattosio, può bere tranquillamente del latte delattosato o mangiare formaggi stagionati (in cui il lattosio è stato consumato), ma continuerà ad avere mal di testa o la colite se fosse ipersensibile alle proteine del latte, ben presenti in qualsiasi latticino anche se privo di lattosio.

Per contrastare l'intolleranza al lattosio (quella biochimica digestiva quindi) basta un controllo della dose introdotta o l'uso di enzimi contenenti lattasi (come Zerotox Enzimi o Enzitasi), mentre per la guarigione di una reazione dovuta alle proteine del latte serve una corretta individuazione delle reattività alimentari dell'organismo e l'impostazione di una dieta di rotazione che gradualmente consenta il pieno recupero della tolleranza alimentare

Nella cura dei fenomeni dovuti alla infiammazione da cibo è spesso necessario aiutare l'organismo con una azione antinfiammatoria (Olio di Perilla, Zerotox Ribilla, Quercitina Complex) e facilitare la giusta colonizzazione intestinale con i probiotici più adatti. Aspetti questi che per la sola intolleranza biochimica al lattosio servono poco.

Poiché l'intolleranza al lattosio viene diagnosticata con il Breath test, spesso le persone si fermano a questa diagnosi e ritengono di potere utilizzare proteine del latte prive di lattosio, mentre in molti casi questa intolleranza biochimica si accompagna ad altre reazioni alimentari che vanno indagate correttamente per consentire una impostazione dietetica che aiuti a riprendere una alimentazione ricca e varia e soprattutto rieduchi l'infiammazione dell'intero organismo.