Morfea


Sinonimi: Sclerodermia localizzata, Scleroderma, Sclerosi cutanea localizzata, Morphea


di Michela Carola Speciani  - Medico Chirurgo

Si tratta di una malattia rara, con una possibile componente autoimmune e che coinvolge in particolare la pelle ed eventualmente le mucose, trasformando il tessuto interessato in cicatriziale.

La patologia non trattata può avere un decorso molto severo e per questo va riconosciuta e controllata con attenzione.

 Sintomi

La morfea si manifesta in genere con la comparsa di una chiazza rossa talvolta pruriginosa sulla pelle. La chiazza tende se non trattata ad allargarsi lasciando un centro pallido madreperlaceo e cicatriziale.

Il processo infiammatorio che è causa della patologia tende a distruggere gli annessi piliferi e le ghiandole sebacee nelle aree prima rosse e poi cicatriziali.

Quando queste aree sono particolarmente ampie o diffuse il sintomo principale può essere il prurito o il fastidio legato alla secchezza cutanea e alla mancanza delle ghiandole sebacee. Se la chiazza cicatriziale si espande particolarmente o interessa la pelle che circonda le articolazioni, possono insorgere limitazioni del movimento legate alla perdita di elasticità della cute.

 Cause

La causa della morfea (o sclerodermia) non è ancora stata definita con certezza ed è probabilmente multifattoriale (ossia dovuta a più cause).

Il ruolo della predisposizione genetica è definito dalla possibile componente autoimmune della patologia. Le patologie autoimmuni sono infatti frequenti nei famigliari di chi presenta la malattia. In particolare, chi soffre di morfea tende ad avere un BAFF elevato, come spesso accade nelle patologie autoimmuni, e a presentare dei particolari autoanticorpi, rari in altre patologie dello stesso tipo (autoanticorpi anti topoisomerasi II alfa).  

Gli urti sono spesso causa di riattivazione di chiazze preesistenti o dell'attivazione di nuove.

Le radiazioni e l'infezione pregressa da Borrelia sembrano avere anch'esse un ruolo nella predisposizione alla comparsa della patologia.

 Trattamento

Il trattamento principale della sclerodermia vede l'utilizzo di cortisonici da applicare localmente nel caso di sclerodermie limitate in fase attiva (di crescita della chiazza, con bordo rosso) ed eventualmente per bocca o infusione in casi di particolare gravità.

Sempre, è importante l'utilizzo di creme idratanti per mantenere morbida la cute lesionata. Altri farmaci immunomodulanti o immunosoppressori possono talvolta essere utilizzati. 

Quando la lesione pregressa ha una valenza estetica particolare o produce importanti disfunzionalità motorie (ad esempio perché è situata su un'articolazione), l'innesto di cellule staminali da tessuto adiposo autologo o pratiche simili possono essere una strategia utile. 

Lo schema preferito

Data la componente infiammatoria della patologia, il controllo dello stile di vita e della nutrizione dell’individuo può essere una strategia efficace e di importantissimo supporto al trattamento farmacologico (che resta importante e spesso indispensabile). 

L'utilizzo di una rotazione alimentare fondata sul proprio profilo personale e guidata dal risultato di un esame come Recaller o BioMarkers può essere una base particolarmente utile.

Allo stesso modo, una nutrizione che segua corretti principi di base come un adeguato apporto di proteine, fibra, vitamine e antiossidanti è importante per mettere il proprio organismo nelle migliori condizioni per funzionare bene.

Uno schema terapeutico che rispetti la terapia farmacologica sfruttando anche la potenzialità di dieta e stile di vita come supporti terapeutici è proposto ai pazienti del Centro Medico SMA di Milano

 Altro

L'attività fisica per chi soffre di sclerodermia è spesso un argomento “tabù”: gli urti sono da evitare e se c'è un interessamento articolare muoversi può essere complicato. Tuttavia, il movimento è importante per controllare sia i livelli di stress che quelli di infiammazione.

La gradualità, la scelta di sport che non predispongano a colpi e la delicatezza progressiva nell'allenamento restano importanti, così come muoversi, facendo quello che si può. 

La supplementazione vitaminica, ad esempio con vitamina D, può inoltre avere un ruolo importante di supporto in più in alcuni soggetti.

Bibliografia essenziale