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Il Dottor Pasquale Ventura si occupa di:
- Chirurgia gastroenterologica e generale
- Specialista in Chirurgia dell'apparato digerente ed Endoscopia digestiva
- Specialista in Chirurgia d'urgenza e Pronto soccorso, Diplomato in Chirurgia mini invasiva
Oltre a collaborare con SMA, Pasquale Ventura è “Aiuto” di chirurgia alla divisione Stefano Garberini dell'Ospedale San Carlo di Milano.
La sua attività è rivolta ai metodi di diagnosi, terapia e chirurgia che riguardano la gastroenterologia, e questo impegno è testimoniato da oltre 100 pubblicazioni scientifiche.
La convinzione che una disciplina medica non possa essere “divisa” né limitata alla sola attività chirurgica, tuttavia, lo ha portato a impadronirsi di tutte le metodiche che consentono un approccio più “globale” ai problemi gastroenterologici.
I problemi più frequenti di cui si occupa nell'attività clinica
«La più frequente sono le emorroidi, patologia per la quale tendo a un trattamento “conservativo”, grazie all'uso di tecniche di terapia naturale e a interventi microchirurgici (legatura, utilizzo di elastici, sclerosi venosa, terapia locale delle ragadi, ecc.) che possono essere effettuati anche negli ambulatori di SMA.
Il ricorso all'intervento tradizionale resta inevitabile solo nei casi di evoluzione inarrestabile o particolarmente problematici.
Poi vengono le malattie infiammatorie dell'intestino, come il morbo di Crohn e la colite ulcerativa, per le quali l'esperienza clinica e la conoscenza delle complicanze chirurgiche mi consentono di cooperare con i medici di SMA nell'individuazione di intolleranze alimentari e nell’efficace integrazione dietologica e farmacologica (sia naturale sia allopatica), sapendo che le scelte attuate sono dettate esclusivamente dalle reali necessità del paziente e dal rispetto del suo personale equilibrio.
Non sono mai scelte ideologiche».
Tecniche chirurgiche “dolci” o meno
«Sono stato uno dei primi, in Italia, a usare la chirurgia laparoscopica che, riducendo al minimo le incisioni, salvaguarda le pareti addominali e meglio rispetta l'integrità psicofisica della persona malata.
Questa tecnica può essere applicata a molte patologie, come colecisti, ernie, patologie da reflusso, ecc. Non va però dimenticato che se le tecniche moderne hanno ridotto traumi, sofferenze e tempi di guarigione, l'intervento chirurgico comporta comunque rischi e possibili complicazioni (infezioni, ritardi di consolidamento delle ferite e delle suture, percezione soggettiva del dolore, risposta anomala dell'organismo, ecc.) anche quando l'operazione è eseguita a regola d'arte.
Se questi rischi non sono stati illustrati al malato, le eventuali conseguenze possono incrinare il rapporto di fiducia con il medico.
La legge prevede il “consenso informato” per ogni intervento, ma alcuni degli interventi “dolci” effettuabili oggi possono indurre a sottovalutare il trauma che è sempre collegato alla chirurgia.
Nella mia pratica ritengo quindi fondamentale la corretta informazione del paziente, senza contare che la spiegazione delle procedure da adottare prima, durante e dopo l'intervento (depilazione, clistere, sondino naso-gastrico, catetere, drenaggi, anestesia...) aiuta moltissimo a ridurre l'ansia e tende a facilitare il decorso post-operatorio».
Gli esami che si possono effettuare in ambulatorio
«L'endoscopia di esofago, stomaco, duodeno e colon può essere effettuata anche negli ambulatori di SMA, a contatto diretto quindi, o immediato, del medico che la richiede.
Quando invece l'esame richiede l’uso di sedativi, o l'anestesia, si può effettuare in day hospital. Molti pazienti che si rivolgono a SMA soffrono di ipersensibilità a farmaci o alimenti: la lunga esperienza di lavoro con questi soggetti allergici, mi ha convinto a ricorrere spesso all'ausilio di un anestesista esperto in questo tipo di problemi».
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