Sindrome premestruale, nutrizione e stile di vita


di Michela Carola Speciani
20 Aprile 2017

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I sintomi della sindrome premestruale si presentano nei giorni precedenti alla mestruazione con ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, gonfiore, mal di testa, voglia particolare di cibo, tristezza, bassa stima di sé, dolori e fastidi, acne...

La presentazione può variare da donna a donna e si tratta quindi di un problema diffuso che influisce in modo anche importante sulla qualità di vita di un gran numero di donne. 

Cosa fare

La prima cosa da sapere è che qualcosa si può fare e in particolare sul piano comportamentale e nutrizionale, il supporto può essere ampio.

Si pensi come prima cosa che le persone che soffrono di obesità hanno un rischio decisamente aumentato di percepire la sintomatologia, così come chi fuma.

Smettere di fumare e cominciare (o ricominciare) a investire sulla propria massa magra e sul proprio benessere, ha un primo ruolo importante (Elizabeth R. Bertone-Johnson et al, Cigarette Smoking and the Development of Premenstrual Syndrome., Am J Epidemiol. 2008 Oct 15; 168(8): 938–945) (Masho SW, Adera T, South-Paul J., Obesity as a risk factor for premenstrual syndrome., J Psychosom Obstet Gynaecol. 2005 Mar;26(1):33-9)

L'attività fisica è essenziale, sia nel controllo dei livelli di stress che nella modulazione della massa grassa, con stimolo alla produzione di massa magra, e nel controllo dei livelli infiammatori.

Anche il controllo dello stress e dei livelli infiammatori ha appunto la sua funzionalità importante e, per questo, alle pazienti che soffrono di sindrome premestruale vengono spesso suggerite pratiche come la respirazione controllata e consapevole, la meditazione e l'uso di sostanze a valenza antiossidante.

In questo ambito, una dieta di rotazione che controlli l'assunzione dei cinque grandi gruppi alimentari, basata sul profilo alimentare di ciascuno può trovare la sua ampia utilità, nella riduzione dell'infiammazione generalizzata.

Una prima colazione adeguata, l'uso di frutta e verdura fresca e cereali integrali, così come l'uso delle giuste proteine ad ogni pasto, sono buone abitudini di benessere e hanno anch'esse una azione positiva.

Anche evitare i cibi dolci o eccessivamente salati è utile (Fujiwara T et al, Skipping breakfast adversely affects menstrual disorders in young college students., Int J Food Sci Nutr. 2009;60 Suppl 6:23-31). 

Altro

La supplementazione di magnesio, calcio, zinco e vitamina D possono essere di aiuto, così come l'uso di vitamina B6, spesso carente, inositolo e olio di Perilla (Afsaneh Saeedian Kia et al, The association between the risk of premenstrual syndrome and vitamin D, calcium, and magnesium status among university students: a case control study., Health Promotion Perspectives, 2015, 5(3), 225-230) (Fathizadeh S et al, Comparison of serum zinc concentrations and body antioxidant status between young women with premenstrual syndrome and normal controls: A case-control study., Int J Reprod Biomed (Yazd). 2016 Nov;14(11):699-704).

Anche l'uso del corretto estroprogestinico è talvolta utile.

Chiedere il supporto di un medico può essere importante: talvolta la sindrome premestruale può essere confusa con l'inizio o il perpetuarsi di una sintomatologia depressiva più importante, che è essenziale riconoscere e trattare.

Cominciare o ricominciare a stare meglio si può, in un caso e nell'altro. Il Centro Medico SMA da sempre si occupa proprio del benessere dei propri pazienti, abbinando l'attenzione alla nutrizione e allo stile di vita, alla competenza medica.