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La presenza di minerali tossici nell'organismo può procurare seri danni alla salute, che non sono legati solo alla loro azione nociva diretta.
Il minerale tossico infatti può entrare in competizione con i minerali buoni riducendone il livello necessario: invadono, in altre parole, dei siti che dovrebbero essere occupati da un minerale plastico o traccia, riducendo così l'efficienza delle loro funzioni.
L'aumento della presenza di minerali tossici nell'ambiente è causata essenzialmente dalle lavorazioni industriali e agricole e dalla scarsa osservanza di norme ecologiche a tutela dello stesso ambiente.
La fonte maggiore di contaminazione per l'uomo è dovuta alla catena alimentare e alla progressiva concentrazione che questa opera: il minerale tossico che viene disperso in maniera incontrollata nell'ambiente finisce con il contaminare le fonti di approvigionamento degli animali, in modo diretto, come nel caso dell'acqua, o indiretto, come nel caso dei vegetali.
A ogni passaggio si assiste a una concentrazione maggiore del minerale tossico che viene smaltito dall'organismo in modo molto più lento di quanto non venga introdotto.
Gli animali concentrano le sostanze tossiche soprattutto negli organi filtro, cioè nel fegato e nei reni (che quindi dovrebbero essere consumati solo raramente).
Un'altra possibile fonte di contaminazione, da anni al centro di discussioni scientifiche, è l'Amalgama (la pasta dentaria con cui si facevano le otturazioni ai denti) nella cui lega è presente il mercurio, un elemento annoverato tra le sostanze più tossiche esistenti.
I danni che derivano all'uomo dall'accumulo di minerali tossici nell'organismo sono di due tipi: intossicazione acuta e accumulo subclinico.
L'intossicazione acuta è in pratica un avvelenamento e, per quanto possa essere molto grave, può essere trattabile, una volta diagnosticata correttamente.
L'accumulo subclinico invece spesso non risulta ai comuni esami clinici e di laboratorio e si manifesta con segni e sintomi molto poco specifici, che possono essere attribuiti a molte altre malattie o sindromi.
L'unico mezzo diagnostico di sufficiente precisione attualmente disponibile è il Mineralogramma, che può rilevare la presenza oltre i limiti acettabili di uno o più minerali tosici e quindi orientare il medico nell'attuazione di misure terapeutiche specifiche per rimuoverne l'eccesso e per limitarne i danni.
I minerali tossici sono:
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