I farmaci per la pressione si possono sospendere!


di Attilio Speciani
23 Aprile 2018

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Nel settembre 2017, il Journal of Hypertension ha pubblicato i risultati di una ricerca britannica, che ha contrastato una convinzione fin troppo diffusa (van der Wardt V. et al, J Hypertens. 2017 Sep;35(9):1742-1749. doi: 10.1097/HJH.0000000000001405).

I ricercatori hanno documentato che contrariamente al luogo comune secondo il quale i farmaci contro l'ipertensione vanno presi per tutta la vita, a distanza di un anno dalla sospensione della terapia, il 40% delle persone che aveva sospeso la terapia antipertensiva manteneva valori ancora corretti.

Tale percentuale tendeva a calare e stabilizzarsi intorno al 26% dopo due o più anni, a significare che quasi un terzo delle innumerevoli persone che assumono farmaci per la pressione alta e hanno un buon controllo dei valori pressori, potrebbero probabilmente sospenderli.

Sotto controllo medico, quando la pressione è ben controllata, i farmaci possono essere sospesi per un periodo e in quasi un terzo dei casi non è necessario riassumerli.

Questa ricerca va a confermare una ricerca del 2002 (Nelson MR et al, BMJ. 2002 Oct 12;325(7368):815), effettuata in Australia e pubblicata sul British Medical Journal, che ha identificato le indicazioni in base alle quali il medico può prevedere che il paziente manterrà una pressione normale anche dopo la sospensione del trattamento antipertensivo, ovvero:

  • ipertensione da lieve a moderata;
  • un'età che non superi i 74 anni;
  • una conformazione corporea "asciutta" (in sostanza, addome sufficientemente piatto);
  • aver usato in precedenza un solo farmaco antipertensivo;
  • abbassamento della pressione sistolica (massima) nel corso del trattamento.

Dai risultati delle due ricerche emerge che la valutazione delle indicazioni per la sospensione (temporanea o definitiva che sia) della terapia antipertensiva può essere fatta anche dal medico di base, al quale spetta inoltre il compito di monitorare regolarmente l'andamento dei sintomi in vista dell'eventuale ripresa del trattamento.

Per capire se la sospensione dei farmaci avrà successo, in fondo, basta un tempo abbastanza breve dato che, come ha evidenziato la ricerca, nella metà circa dei pazienti per i quali è stato necessario riprendere la somministrazione i sintomi sono tornati a manifestarsi nel giro di 70 giorni. In quel caso la terapia va sicuramente ripresa, ma la consapevolezza che quasi in un terzo dei casi questo non avvenga è una notizia di forte impatto. 

Sospendere la terapia farmacologia nei casi in cui questo sia possibile e sotto stretto controllo medico (lo ripetiamo: sotto stretto controllo medico) offre innanzi tutto il vantaggio di limitare gli effetti collaterali legati alla sfera psichica, sessuale e allergologica che sono tipici di molti farmaci antipertensivi.

Ovviamente il recupero della normalità, una volta sospeso il trattamento, va sostenuto anche con altri mezzi, quali:

Benché già dagli anni '80 diversi studi abbiano segnalato il possibile sostegno derivante da un'alimentazione corretta alla normalizzazione della pressione dopo la sospensione dei farmaci antipertensivi, sono dovuti passare vent'anni perché questa falsa credenza potesse essere finalmente messa in discussione nel 2002, e ora, dopo altri 15 anni, altre conferme scientifiche aiutano a capire che la pressione arteriosa elevata rappresenta un disturbo su cui si può, in molti casi e con tutte le adeguate cautele, agire anche senza farmaci.