Cioccolato? Un superfood, ma solo se nero e fondente


di Emiliana Tognon
12 Giugno 2018

mearicon / 123RF Archivio Fotografico

L'origine del cacao risale a 3.000 anni fa quando veniva già definito dalle civiltà Maya “il cibo degli dei” e i suoi semi venivano usati come vera e propria moneta di scambio.

Oggigiorno il mercato offre numerosissime varianti al cioccolato, dalle classiche tavolette di cioccolato fondente, al latte o bianco, alle creme bicolori, fondenti, con o senza latte, ai cioccolatini ecc. Le caratteristiche di tutti questi prodotti sono naturalmente differenti tra loro.

Le proprietà benefiche del cioccolato riguardano quasi esclusivamente il cioccolato fondente, che più si avvicina alle caratteristiche del cacao puro. Nelle altre varianti le quantità di antiossidanti si riducono notevolmente e aumentano le quantità di zuccheri semplici e/o grassi vegetali aggiunti. 

Vediamo insieme le caratteristiche di un buon cioccolato.

Come per tutti i prodotti alimentari, per prima cosa è importante leggere attentamente l'etichetta, e dunque la lista degli ingredienti.

Sui gusti personali non si discute - de gustibus non est disputandum, ma talvolta è bene cambiare le proprie abitudini a favore della salute. Quanto più elevata è la percentuale di cacao, tanto migliore è la qualità del cioccolato.

Un cioccolato fondente ben fatto (con almeno una percentuale di cacao superiore al 70%) contiene pasta di cacao, burro di cacao, zucchero (meno è meglio è) e a volte lecitina, come emulsionante. Va invece lasciata sullo scaffale la tavoletta di cioccolato che in etichetta elenca anche edulcoranti, aromi artificiali e grassi vegetali aggiunti oltre al burro di cacao, tutti elementi che rendono la qualità del cioccolato meno pregiata.

Il cioccolato bianco è un prodotto che si ottiene mescolando solo burro di cacao, latte e zucchero; è dunque privo di antiossidanti, presenti unicamente nella pasta di cacao. 

Il cioccolato al latte, tanto amato dai bambini, ha una maggior quantità di zuccheri semplici e l'aggiunta di ingredienti ne diminuisce il valore nutrizionale. I composti antiossidanti scendono drasticamente per cui gli effetti benefici sono inferiori o assenti rispetto al consumo di cioccolato fondente. Abituare i bambini fin da piccoli a scegliere cibi sempre meno dolci, come ad esempio del cioccolato con quantità di zucchero ridotte, permette loro di godere solo delle sostanze benefiche del cioccolato, senza le pericolose aggiunte di zuccheri e grassi che caratterizzano invece altri prodotti a base di cioccolato come creme spalmabili, cioccolatini, biscotti, snack e merendine.

Ecco infine qualche “alibi” per cedere alla golosa tentazione del consumo di cioccolato fondente, naturalmente all'interno di un regime alimentare sano e bilanciato:

1. Fa bene all'umore e al cervello. C'è chi sostiene che i paesi che consumano più cioccolato possano vantare un maggior numero di Premi Nobel. Potrebbe trattarsi solamente di una coincidenza, tuttavia è dimostrato che il consumo abituale di cioccolato fondente migliora l'umore e la memoria. E influisce positivamente anche sulle prestazioni cognitive negli over 65 e sembra possa avere anche una azione preventiva nei confronti dello sviluppo di malattie come l'Alzheimer o il Parkinson.   

2. Fa bene al cuore. Le molteplici sostanze antiossidanti presenti nel cioccolato fondente esercitano un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare riducendo significativamente il rischio di infarto e ictus.

3. Fa bene in gravidanza. Gli effetti antinfiammatori del cioccolato migliorano i parametri legati alla salute fetale diminuendo il rischio di preeclampsia

4. Fa bene alle donne in menopausa. Il consumo di cioccolato fondente sembra avere un'azione positiva sul controllo del peso in menopausa, regolando maggiormente il senso di fame e sazietà e abbassando l'impatto glicemico del pasto.

Insomma, il cioccolato, purché fondente e di buona qualità, fa bene proprio a tutti, piccoli e grandi, e non ci sono prove che dimostrino l'eventuale correlazione con acne e brufoli. L'importante è consumarne con moderazione, all'interno di una routine alimentare sana, variata e bilanciata.