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Ho 43 anni ho un seno fibromatoso. La prolattina (58) alta senza che si siano evidenziati ingrossamenti della ipofisi (la ghiandola al centro del cervello che secerne prolattina), ho la ferritina a 3 e molti miomi uterini di cui uno in posizione molto rischiosa da operare che si è ingrossato molto.
A settembre devo togliere tutto l'utero, c'è qualche prodotto omeopatico che potrebbe aiutarmi?
Gentilissima Lettrice,
prima di tutto legga con molta attenzione le pagine del nostro sito espressamente dedicata a questo argomento. Alcune di queste sono riportate nella colonna qui a fianco.
Considerando il quadro generale è importante regolarizzare la situazione ormonale. Questo si ottine primariamente con la giusta gestione dell'insulina applicando tutte le indicazioni alla base del metodo Dieta GIFT. Ci riferiamo in particolare all'abbinamento a tutti i pasti di carboidrati e proteine, a una colazione abbondante che deve diventare il pasto principale della giornata e ad una costante attività fisica aerobica.
Molto spesso in un quadro come quello che ci ha presentato, in cui sono evidenti un seno fibromatoso e dei miomi uterini è possibile delineare, dal punto di vista psicologico, una propensione difensiva dell'individuo che ne soffre. Un seno fibroso, come anche la propensione ai cheloidi o un fibroma all'utero possono essere interpretati come un segnale di difesa "psichica" dell'organismo, tipici cioè di persone che hanno sempre avuto "paura" di essere attaccate, e devono quindi mettere delle barriere tra la causa della paura e se stessi.
Proprio su questo principio è possibile utilizzare due rimedi importanti come Thuya e Comium maculatum che oltre a lavorare espressamente sulle formazioni fibromatose possono interagire profondamente sullo stato psicoemotivo del soggetto.
Comium maculatum 7 CH è da assumere nella misura di 3-4 granuli tutte le mattine appena svegli mentre la sera prima di coricarsi si faranno sciogliere sotto la lingua 3-4 granuli di Thuya 7 CH. Si prosegua con questo trattamento per cicli di un mese anche ripetibili.
Considerando il prossimo intervento chirurgico le consigliamo di leggere le pagine del nostro sito dove sono riportate tutte le indicazioni per arrivare preparati al momento dell'operazione.
Il giorno prima dell'intervento si prenderà a digiuno un tubo dose di Arnica 200 CH e nel corso della giornata 3 granuli di Phosphorus 7 CH e 3 granuli di Staphysagria 7 CH per tre volte ciascuno.
Al risveglio dall'anestesia si prenderà nuovamente un tubo dose di Arnica 200 CH e poi ogni ora 3 granuli di Hypericum 15 CH e di Staphysagria 7 CH alternandoli tra loro.
A questo aggiungerà, sia nei 15 giorni precedenti all'intervento chirurgico, sia in quelli successivi, l'integrazione fino ad 1 grammo di vitamina C e bioflavonoidi al giorno.
Cordialmente,
Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus
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